Al rogo le favole: “Turbano i migranti”

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L’illustrazione di una favola di Jan Lööf

Racconta Il Foglio:

Jan Lööf non avrebbe mai immaginato che il proprio libro di maggior successo, “Mio nonno è un pirata”, distribuito anche presso i McDonald’s svedesi, un giorno avrebbe ricevuto un ultimatum dalla casa editrice. Lo scrittore è stato messo di fronte a una scelta: o cancella alcuni disegni “razzisti” da quel libro per bambini del 1966 o subirà il blocco delle pubblicazioni. E’ quanto è appena accaduto all’autore di libri per l’infanzia di maggior successo in Svezia, che ha ricevuto il premio Schullströmska comminato dall’Accademia di Stoccolma. Bonnier Carlsen, la casa editrice, ha già ritirato cinquemila copie del libro ancora in commercio, in attesa della riedizione che va purgata degli “stereotipi culturali”. “Mi hanno dato un ultimatum”, ha detto Jan Lööf al quotidiano Dagens Nyheter. “Ho 76 anni e non ho la briga di cambiare. Non farò più libri illustrati per i bambini”.

La colpa di Jan Lööf, condannato moralmente per vilipendio del multiculturalismo e diffamazione del Terzo mondo, è aver chiamato Abdullah il protagonista e Omar la sua nemesi, un perfido pirata. Sotto accusa anche un altro libro, “Catch Fabian”, in cui compare un suonatore di bongo vestito da selvaggio. L’editore respinge l’accusa di censura, spiegando che “serve rispetto per i giovani lettori”, fra cui vi sono molti immigrati. “Si tratta di rappresentazioni stereotipate di altre culture”.

Il politicamente corretto è la liturgia attraverso cui si esprime il ‘multiculturalismo’, vera e propria nuova religione di Stato in tutto l’Occidente. E cosa fa, una religione, prima di tutto? Brucia tutti i libri che l’hanno preceduta: nessuno deve ricordare.




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