Oltre 327 milioni per pagare le pensioni ai nonni dei migranti

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La legge n. 388 del 2000, regalataci dal magnanimo Giuliano Amato, consente agli stranieri, che hanno raggiunto i 65 anni di età, di conseguire l’assegno sociale in Italia avendo il requisito della residenza.

Requisito che è facilmente conseguibile attraverso il meccanismo del ricongiungimento familiare; basta avere un figlio, un genitore, uno zio, un coniuge in Italia, trasferirsi qua e, pur non avendo svolto un solo giorno di lavoro da noi e versato alcun contributo, il gioco è fatto ed ecco 487 euro al mese in saccoccia. Il bello della situazione è che una certa percentuale di questi soggetti, una volta ottenuto il riconoscimento, se ne tornano a casina, vivendo di fatto da ceto medio. Infatti in Albania la retribuzione di un Prof è di circa 200 euro al mese…cito gli albanesi perchè sembra siano fra i più bravi, insieme ai marocchini, a sfruttare questa manna dal cielo.

Finora i beneficiari che godono di questo regime sono 56.000 per un importo complessivo annuo di oltre 327 milioni di euro. Il giochino consente al 65enne, di venire nel nostro paese, ottenere la residenza, fare domanda, magari presso un patronato, vedere riconosciuto il diritto alla pensione, aprire un conto con firma disgiunta con un parente effettivamente residente in Italia, tornarsene in patria, senza comunicarlo all’Inps, farsi trasferire la pensione colà dal cointestatario del conto e godersela, facendo una vita da semipascià.




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