Uccise Vanessa Russo nella metro conficcandole ombrello: ora se la spassa a Venezia

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Nove anni fa, nella stazione della metro di Termini, Doina Matei, romena, uccise Vanessa Russo, italiana di 23 anni, conficcandole l’ombrello nell’occhio: venne condannata alla ridicola pena di 16 anni di carcere. Dopo nove anni è già libera. In regime di semilibertà: significa che di giorno lavora in una cooperativa vicina al PD, e la sera torna a dormire a spese nostre nel carcere di Venezia. Osceno.

E ora, secondo il Messaggero è anche su Facebook:

Il 6 gennaio di quest’anno ha aperto un profilo con un altro nome – il suo soprannome – ma le foto e i contatti (tra cui spunta anche il cappellano del penitenziario di Perugia dove la Matei attese la Cassazione) sono inequivocabili: quella ragazza che sorride in bikini al mare sopra uno scoglio, che si fa le foto in giro per Venezia, ritratta al laghetto con un bimbo in braccio è lei: la giovane che un pomeriggio come tanti, nei corridoi della metro di Termini, in mezzo alla folla, dopo una banale lite per un spintone alzò un ombrello e colpì al viso Vanessa, 23enne che viveva a Fidene. Un movimento rapido che fu fatale. La punta di legno entrò nell’occhio della giovane, raggiunse il cervello e tranciò un’arteria. Vanessa Russo morì dopo quasi un giorno di coma. Dalle immagini a circuito chiuso, la polizia ricostruì l’accaduto e identificò l’assassina. Doina aveva tentato di fuggire ma venne rintracciata e arrestata.

 

Tra pochi mesi, la romena assassina sarà completamente libera. Mentre Vanessa, italiana, è polvere. Sono le leggi e i magistrati italiani.




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