L’on. Emma Petitti (nella foto), divenuta parlamentare nelle fila del Pd alle politiche del 2013 e l’anno dopo assessore alle pari opportunità della Regione Emilia-Romagna, ha lanciato l’idea di inventarsi un 8 per mille pro islam. I soldi raccolti, secondo lei, dovrebbero permettere alle comunità musulmane – come ha scritto sul suo profilo Facebook – di «costruire moschee, favorire integrazione e inclusione, alternative alla creazione di enclave generatrici di odio: credo sia questa la strada giusta, su cui serva lavorare», ha commentato. Secondo lei, ciò basterebbe, per rendere «l’islam europeo più aperto e moderno rispetto a quello fondamentalista che viene da certi Paesi».Resta da capire come finanziare le loro attività possa tradursi automaticamente in «integrazione e inclusione», trattandosi di campi tra loro totalmente impermeabili, di grandezze non comparabili: in «certi Paesi» non risulta che il tifone della jihad si sia scatenato a causa di licenze non concesse, di permessi non rilasciati o di cantieri interrotti per mancanza di fondi.
L’idea, in verità non nuova – è sostanzialmente la fotocopia di quella analoga, proposta nei giorni scorsi a Radio anch’io da Massimo D’Alema.
