Liberare l’università di Bologna dalle zecche dei centri sociali

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Dopo avere fatto sentire i rumori di guerra, questa volta hanno allestito una finta trincea, con tanto di filo spinato e sacchi di sabbia, per protestare contro quella che definiscono ‘militarizzazione’ dell’università di Bologna. E’ l’iniziativa inscenata questa mattina dagli attivisti di ‘Assemblea Scienze politiche’, il gruppo vicino al collettivo Hobo che un paio di settimane fa ha contestato il professor Angelo Panebianco, accusato di essere un ‘guerrafondaio’ per alcuni suoi editoriali.

Mentre il docente, sottoposto a tutela dopo gli attacchi subiti, ha ripreso a fare lezione con la presenza di agenti in borghese fuori dalle aule di Scienze Politiche, nel cortile della facoltà di Strada Maggiore gli attivisti hanno costruito un ‘check point’: ‘Professori guerrafondai, casta accademica complice, decine di agenti della polizia permanentemente all’interno dell’Unibo – scrivono su Facebook -: se questa è l’università della guerra, noi non gli daremo pace”.

L’ottusità mentale dei progressisti è seconda solo alla loro totale incapacità di confrontarsi con le opinioni degli altri. Se non pensi le sciocchezze che pensano loro, allora devi essere ‘eliminato’. A seconda della loro indole agiscono su piani diversi: ti denunciano ai loro paparini magistrati, ti fanno quello che stanno facendo a Panebianco (del quale non condividiamo diverse idee, ma è normale) e poi, un giorno, ti sparano.




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