PRIMARIE PD A MILANO: SFIDA A COLPI DI CINESI – FOTO

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In cambio di meno controlli, non che con Pisapia ce ne siano stati molti, i cinesi affollano i gazebo per le primarie PD a Milano. Una città svenduta allo straniero nella lotta per la poltrona.

Cinesi in coda per la prima giornata di primarie del centrosinistra, che decideranno chi sarà il candidato sindaco della coalizione tra Francesca Balzani, Antonio Iannetta, Pierfrancesco Majorino e Giuseppe Sala. Uno vale l’altro. Ma loro si sfidano a colpi di Yuan.
Matteo Salvini: “File di cinesi, molti dei quali intervistati dalle tivù non parlano neanche italiano, votano il renziano Sala alle primarie Pd per Milano. Che pena, povera Milano e povera sinistra!”.

Questo dovrebbe insegnare due cose: nelle società multietniche non esiste la ‘democrazia’. Esiste il ‘voto etnico’. Vari capetti di comunità straniere che controllano pacchetti di voti e li distribuiscono su loro rappresentanti. Non votano idee, votano ‘gente come loro’ perché facciano i loro interessi. Questo è oggi il Pd: il partito degli immigrati.

E’ il fallimento del ‘voto agli immigrati’ che il Pd attua nelle sue primarie, e che, non ostante l’evidente fallimento, vorrebbe estendere alle elezioni vere.

Il PD ha ormai un elettorato privo di giovani. Lo votano solo quelli che ancora credono all’esistenza del pericolo ‘fascista’. E allora, urge ‘eleggere’ dei nuovi cittadini.

Questo non solo in Italia. In tutto l’Occidente, il Sistema importa immigrati con il doppio scopo di avere manodopera low-cost e per perpetuare se stesso. In un perverso rovesciamento della democrazia, non sono più i cittadini ad eleggere i rappresentanti, ma questi ultimi ad ‘eleggersi’ un popolo nuovo.

E che importa, se questo devasta la società. Non è affare loro. Le élites ormai vivono in una realtà totalmente separata da quelli dei loro ex popoli.




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