A Palermo ci sono centinaia di famiglie senza casa. Eppure basta sbarcare che ti trovano un posto. Solitamente in qualche hotel. Ma se sei fortunato, anche a casa dell’Arcivescovo.
Sono stati infatti opzionati dall’arcivescovo Lorefice e ospitati nel palazzo della Curia arcivescovile quattro clandestini nigeriani sbarcati lunedì mattina nel porto di Palermo.
Fanno parte dei 931 raccattati in Libia e scaricati poi a Palermo dalla nave norvegese Siem Pilot. Ad aprire le porte di casa sua con i soldi nostri, è stato l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice. Business dei 35 denari. Cinque in più di Giuda.
“In questo momento — dice con la retorica di un Mogavero qualsiasi Lorefice — l’episcopio è rallegrato dalla presenza di quattro occhietti vispi che girano ovunque e di due donne nigeriane”.
La richiesta ai palermitani è quella folle di aprire le case: “Bisogna aiutare chi è in difficoltà — sottolinea don Corrado — soprattutto coloro che soffrono a causa della guerra”.
A Palermo di sono centinaia di palermitati in difficoltà. Decine di bambini che vivono in case non dignitose. Occhietti non abbastanza ‘vispi’ per l’arcivescovo, o forse occhi di genitori troppo attenti.
E poi, in Nigeria non c’è alcuna guerra, ignorante.
