INVIAVA SMS CHE HANNO ‘DANNEGGIATO MORALMENTE’ LA FIGLIA
La Spezia – Da una parte una giovane spezzina e un tunisino; dall’altra la madre di lei che, avendo un quoziente intellettivo nella norma, non può tollerare una relazione simile. Ma si sa, l’amore è cieco, e in questo caso anche stupido.
La storia viene da lontano ma nei giorni scorsi ha avuto un finale giudiziario. E sì, giudiziario, perché la figlia ha denunciata la madre per ‘razzismo’.
La madre era accusata di avere ‘importunata’ la figlia con messaggini telefonici nei quali tentava di aprirle gli occhi. Sms che sette anni fa erano diventati lo strumento dell’estremo tentativo comunicativo del genitore per riallacciare il rapporto con la figlia, che era fuggita col tunisino. I primi messaggi, imploranti, fatti di appelli alla figlia a tornare sui suoi passi caddero nel vuoto..
Un’offensiva che, penalmente, ha assunto la forma del reato di molestie. Risale a due anni fa il processo alla donna, da lei chiuso con il ricorso al patteggiamento della pena; se la cavò con una sanzione pecuniaria. Credeva, con quella sentenza, di aver esaurito il percorso davanti alla giustizia. Invece poi si è trovata nella buca delle lettere la citazione per il risarcimento dei danni. Perché tale tunisino tale ‘compagna’. E la richiesta danni spiega bene quale tipo di ‘donne’ si impelaghi in relazioni con questo genere di personaggi.
Risultato: il giudice di pace Stefano Galeotti ha condannato la donna al pagamento di 3000 euro per i ‘danni morali’ sofferti dalla giovane che, tra l’altro, dopo anni, il tunisino non l’ha ancora sposato.
Tra qualche anno, la signorina finirà sicuramente in qualche nota di cronaca di qualche giornale locale. Matematico.
