Insegna vestito e truccato da donna, ancora

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«Il mondo delle lobby lgbt cerca di sovvertire il modello famigliare e civile»

«La sua vicenda, Gent.le Prof. Romeo, era già balzata agli onori della cronaca nazionale più di un anno fa, quando allora esercitava la sua professione al Liceo Oberdan di Trieste. Ecco quindi che lo scalpore destato dall’opinione pubblica non può essere altro che una manovra giornalistica per far riaccendere i riflettori sulla sua storia e far apparire tutto questo finalmente come ordinario, normale. Noi intendiamo rivolgerci direttamente a lei per porle una questione che ci sta particolarmente a cuore».

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Lo scrive in una nota Simone Mestroni – Forza Nuova Friuli Venezia Giulia.

Del professore travestito, Vox si è già occupato. Tanto che il/la prof ci minacciò di denuncia. Purtroppo non lo fece, quindi manca al nostro carnet la denuncia da parte di un uomo che insegna vestito da donna. Dobbiamo accontentarci di quello di Bufale.net

«Partendo – continua la nota – dall’assunto che la sessualità è quanto di più intimo e privato ci possa appartenere, ritiene che ostentare e professare la sua cosiddetta “intersessualità” possa realmente essere un fattore positivo per i ragazzi con i quali lei ogni giorno andrà a relazionarsi? Che modello etico pensa di trasferire a dei giovani di quattordici anni presentandosi con gonna e rossetto ma con la barba del giorno dopo? Pensa veramente che la libertà di pensiero ed espressione possano arrogarsi il diritto progressista di sbandierare il suo essere ermafrodito come normale di fronte a soggetti fragili nel loro assorbimento psicointellettuale? Lei è consapevole che la negazione di ogni differenza tra uomo e donna, alla quale lei contribuisce nella sua attività educativa, crea una pericolosissima tabula rasa nell’identità psicosessuale dei suoi alunni?»

«Noi – conclude Mestroni – non ci aspettiamo una sua risposta. Sappiamo già che nell’orgia di diritti del terzo millennio, quello di parola a noi poveri omofobi verrà sempre e comunque negato. Noi siamo gli arretrati, gli intolleranti e i sessualmente repressi. No, noi siamo quelli che nel mondo delle lobby lgbt che cercano di sovvertire il modello famigliare e civile fino ad ora ritenuto normale, stanno dalla parte di tutti quei genitori che credono che essere educati o da un uomo o da una donna, sia il più naturale dei diritti».




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