Anziani sopravvissuti ad Auschwitz massacrati da immigrati islamici: “Sporchi Ebrei”

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Samuel e Diana Blug, quasi novantenni, sono due sopravvissuti ai campi di concentramento. Di quelli che i media di distrazione di massa usano come feticci, per ‘giustificare’ la immigrazione (invasione) odierna.

I due sono stati vittima di una violentissima aggressione ‘razzista’, come la definirebbero i bacchettoni dell’antirazzismo, nella loro casa, in Olanda, un mese fa.

Due ‘nuovi olandesi’ (marocchini), bussarono alla porta del loro appartamento, sostenendo di essere della polizia ed esigendo di entrare.

Non appena Samuel ha aperto la porta – non si può essere razzisti, la tv è piena di poliziotti non autoctoni – è cominciato l’incubo. I due uomini vestiti di nero hanno fatto irruzione nell’appartamento e hanno iniziato a pestare selvaggiamente la coppia.

Gli assalitori hanno scaraventato i due sul pavimento, prendendoli a calci ripetutamente e gridando: “. Sporchi ebrei – da ora in poi la vostra proprietà è nostra”

Dopo aver legato la coppia gravemente ferita, hanno strappato viagioielli di Diana e, armati, hanno costretto la coppia a dire loro dove si trovava il resto degli oggetti di valore.

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Vistoc che Diana, cresciuta a Parigi e sopravvissuta al campo di Auschwitz, non riusciva a togliersi uno dei suoi anelli dalle dita, uno degli uomini ha minacciato di tagliarle il dito e ha chiamato lei e suo marito “sporchi ebrei”, ha detto.

Samuel ha temporaneamente perso la vista nell’assalto e ha avuto un femore rotto. Sia lui che Diana, che vivevano in modo indipendente prima dell’attacco, sono ora su una sedia a rotelle in un centro di riabilitazione di Amsterdam.

“Quei bastardi hanno distrutto le nostre vite”, ha detto Samuel in lacrime a Yedioth Ahronoth. “Ho un forte dolore. Sono completamente ‘rotta’ dentro,” Diana ha aggiunto.

La coppia è al tavolo in un reparto di riabilitazione con un piatto di fagioli e patate.

“Non riesco a mangiare questo,” Diana dice mentre guarda il suo piatto. “Il cibo non mi interessa. Ho tanto dolore. Sono rotta dentro.”

Samuel prende appena un morso. E’ quasi cieco da quel giorno nero quando due immigrati islamici travestiti da poliziotti hanno invaso il suo appartamento. F

Gli occhi di Samuel lacrimano. Diana racconta di come in quel particolare pomeriggio, c’è stata una chiamata alla porta: “Ho detto a mio marito non aprire la porta, ma lui lo ha fatto lo stesso.”

Rimasi dietro mio marito. Ci hanno spinto all’interno. La mia testa è sbattuta contro il muro.

“Avevano un aspetto marocchino arabo, ma parlavano fluentemente olandese”, dice Diana. Integrati.

“Hanno detto, ‘Se dici qualcosa ai poliziotti, ti sparo.” Ho tanta paura.”

E ne stanno arrivando altri. Welcome.




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