ERACLEA (VENEZIA) – I finti profughi africani che ospitiamo a spese nostre, quelli che gettano il cibo per strada, sono inquilini del residence e come tali vanno trattati, e devono avere le chiavi degli alloggi.
E’ la bizzarra decisione di Lina Tosi, giudice della seconda sezione del tribunale civile di Venezia, che ha accolto solo in parte la citazione per danni dei condomini del residence Mimose di Eraclea nei confronti della proprietà, la Immobiliare Venezia Srl.
Secondo i residenti, che avevano portato avanti una class action assistiti dall’avvocato Mirco Mestre, l’arrivo dei finti profughi ha portato alla svalutazione degli immobili. Inoltre i condomini contestavano che la Immobiliare violasse il regolamento condominiale: portoni sempre aperti e biancheria intima e altri indumenti perennemente stesi ad asciugare sui balconi.
I residenti avevano chiesto che venissero sgomberati gli appartamenti, visto che secondo loro l’Immobiliare Srl aveva di fatto cambiato la destinazione d’uso degli alloggi da «appartamenti a destinazione turistica a campo profughi, mettendo in pericolo la sicurezza e la salute dei condomini».
Ma sappiamo da che parte stanno i cosiddetti magistrati, così, la Tosi, nella sua ordinanza, stabilisce che non vi sono spazi «per porre a fondamento una pronuncia come quella invocata dai ricorrenti sul deprezzamento degli appartamenti di loro proprietà».
«La Cooperativa Solaris (che gestisce gli appartamenti dei profughi, ndr) ha garantito che nel giro di un paio di giorni saranno fornite a tutti i ricorrenti asilo – dicono i legali della Immobiliare Srl, Igor Zornetta e Elena Martorana – chiavi che non erano state fornite pensando di fare un favore ai proprietari, visto che gli ospiti possono andarsene dal residence quando vogliono».
«E’ una sentenza che fissa un precedente importante – esulta Stefano Fuso, affarista della cooperativa Solaris – Certifica che ognuno può affittare appartamenti a chi vuole, che i profughi sono come gli inquilini e che non esistono abusi sulle destinazioni d’uso. Ringrazio i condomini del Mimose, perché senza la loro class action questa sarebbe rimasta una materia senza una disciplina giuridica. Qualunque critica ora, potrà essere solo di tipo politico».
Si fanno le marchette tra loro.
I finti profughi a Eraclea nel Mimose, al momento, sono 135. E li manteniamo, esattamente come manteniamo la magistrato Tosi. Perché emetta sentenze ‘africane’.
