Scusa, Al Fano, in quale hotel hai messo i 5 terroristi sbarcati?

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IlGiornale ha pubblicato ieri questo articolo:

Sono sbarcati, tra centinaia di anonimi disperati, sulle coste di Lampedusa poche settimane fa. Cinque miliziani della temuta «Jabhat al-Nusra», la formazione terroristica sunnita che, nella regione nord-occidentale di Damasco, sta conducendo una feroce battaglia per detronizzare il presidente siriano Bashar al-Assad.

Per la prima volta, i servizi di intelligence hanno avuto contezza dell’approdo, in Italia, di una pattuglia di guerriglieri provenienti dagli sciagurati teatri mediorientali.

Gli 007 li hanno interrogati. Ne conoscono i nomi e, in una relazione riservata inviata ai più alti vertici degli apparati info-investigativi del Paese, hanno ricostruito la loro recentissima storia. I rivoltosi del gruppo, che in arabo suona come «Partigiani del soccorso al popolo della Grande Siria» sono partiti oltre due mesi fa dalla Turchia, dove sono stati ricoverati per diverse settimane perché feriti in un attacco insieme a un gruppo di commilitoni, molti dei quali rimasti uccisi. Nei letti d’ospedale, i cinque hanno maturato la decisione di abbandonare la lotta insurrezionalista contro il governo di Damasco e di scappare.

Una volta guariti, hanno messo in atto una mossa strana. Invece di tentare la via più semplice (e trafficata) per Ankara, dove solitamente transitano i profughi che intendono abbandonare le sponde orientali del Mar Mediterraneo, hanno iniziato un giro lunghissimo che li ha portati prima nel Golfo Persico e poi in Sudan.

Dalle province di Khartum, i cinque hanno successivamente fatto tappa in Libia dove, presumibilmente, sono riusciti ad acquistare i «biglietti»” per la traversata verso l’Italia. È probabile che la rotta turca sia stata scartata a causa dell’aumentare vertiginoso dei controlli, negli ultimi mesi, e dalla necessità di crearsi un diario di viaggio più rassicurante.

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Il barcone che li ha ospitati, insieme a mogli e figli, è partito dal porto di Zuwarah, in Tripolitania. Una lussureggiante oasi nel deserto, dedita alla pesca e all’agricoltura, in cui le agenzie di sicurezza occidentali da anni stanno monitorando un fiorente mercato di migranti – per la maggior parte libici – che puntano verso la Sicilia e Lampedusa. E, proprio sull’isola, i cinque jihaidisti sono arrivati a bordo di uno sgangherato peschereccio, scortato dalle motovedette della Guardia di Finanza.

Messi i piedi sul molo, i miliziani di al-Nusra si sono subito dimostrati collaborativi con le autorità italiane premettendo di essere solo di passaggio nel nostro Paese. Vogliono lasciarsi alle spalle la rivoluzione siriana e la lotta all’esercito di Assad – hanno spiegato – perché il loro unico desiderio è trasferirsi quanto prima in una nazione del Nord Europa che, da qualche tempo, ospita i loro familiari. Il Fronte al-Nusra è una delle organizzazioni terroristiche più attive in Siria.

Vista la gravità, avrebbe meritata una maggiore diffusione. E’ probabile che il nome Al Nusra sia meno ‘spendibile’ alle orecchie delle persone comuni di ISIS.

Al di là della dimostrazione – ormai evidente – che i terroristi usano i barconi, ci chiediamo se qualche parlamentare abbia intenzione di ‘interrogare’ il governo per sapere in quale hotel, residence o casa popolare siano stati piazzati i cinque terroristi e le loro famigliole.

Sono, per caso, a Casale San Nicola? Per questo tutto il dispiegamento di agenti?

O sono forse nel residence di Eraclea? O magari a Siena, in quel lussuoso resort…Dicci, o Al Fano, dove li hai messi.