Scossa di replica da record in Nepal: 7.3 di magnitudo

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Ancora lontana dall’equilibrio la zona nepalese colpita dal fortissimo sisma dello scorso 25 Aprile.

Come vuole il modello del rimbalzo elastico, la zona colpita sta andando incontro ad un lungo periodo di ‘scosse di replica’, ovvero una sorta di ricerca dell’equilibrio perduto da parte delle rocce del sottosuolo. Lo sviluppo di un terremoto indica, infatti, che le rocce sono state precedentemente sollecitate da forze a cui, inizialmente, hanno reagito elasticamente. Tuttavia, quando queste forze hanno superato il ‘carico di rottura‘, la liberazione dell’energia accumulata è stata inevitabile; e con essa la propagazione di onde sismiche.
Dopo il primo sisma, quindi, vi è un tentativo delle rocce coinvolte, di trovare una nuova posizione di equilibrio; tentativo che si esplica con nuovi movimenti, e quindi nuovi terremoti.

himalaya

In genere si è portati a considerare queste scosse come di poco conto, ma in una zona ad altissima sismicità come quella himalayana, anche le scosse di replica possono raggiungere valori molto alti. Così, alle 9:05 ore italiane, si è registrata una nuova scossa di 7.3 di magnitudo, con epicentro a circa 80 Km da Katmandu; per avere un ‘idea, la scossa principale del terremoto dell’Aquila del 2009, a stento raggiungeva il valore 6 di magnitudo..( e si ricordi che un terremoto 7, rispetto ad uno 6 di magnitudo, libera circa 30 volte più energia).
E’ il pegno da pagare, quando si abita in luoghi dalla natura affascinanti proprio nella loro evidente ‘indomabilità’; come appunto la catena himalayana: l’origine della sismicità della zona, va infatti ricercata nel processo stesso che ha sviluppato ( e sta ancora oggi sviluppando) l’Himalaya.

Senza entrare nei dettagli dei meccanismi che regolano lo spostamento dei ‘pezzi’ di litosfera lungo la superficie terrestre ( la tettonica delle placche), basti pensare che qualche decina di milioni di anni fa, la placca indiana alla deriva dalla dissoluzione di Pangea, impattò con la placca eurasiatica; e quando due continenti impattano, si ha una delle situazioni che determinano l’ innalzamento di catene montuose. Perché è anzitutto l’ispessimento della crosta che si sviluppa, a causare un maggiore affondamento nel mantello sottostante, cui corrisponde un’innalzamento del livello della superficie. Si parla di raggiungimento dell’ ‘equilibrio isostatico’.
Ma è passato ancora poco tempo ( geologicamente parlando) da quando l’India ha ‘raggiunto’ l’Asia, e quelle forze che l’hanno spinta sono ancora in atto. E causano sismi. Così come lo stesso sollevamento della catena montuosa, ancora in atto, causa deformazioni associate a terremoti.

Più ‘in piccolo’ quanto accade con l’Himalaya, è quanto iniziò ad accadere ancora ‘meno tempo fa’, prima con le Alpi, e poi con gli Appennini.




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