Anche Bergamo avvia la ‘schedatura’ dei gay, e loro sono contenti

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Il Consiglio comunale di Bergamo ha approvato il registro delle unioni civili. Il via libera è arrivato poco fa, intorno alle 21, con i voti favorevoli de PD e del Movimento 5 Stelle. Sono le emergenze di una città in crisi.

Il documento, nulla più di un diario personale del signor Parodi, servirà a registrare le cosiddette ‘coppie gay’. Quelle normali non hanno bisogno del registro, se vogliono formalizzare la loro unione: c’è il matrimonio religioso e quello civile.

Secondo Lista Tentorio, Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia il registro è una mossa propagandistica, una fuga in avanti rispetto alla discussione in corso in Senato. Per il centrosinistra invece è una conquista per la città e un riscatto dopo la clamorosa bocciatura del 2007.

“Rispetto al 2008 il sentimento comune è cambiato – ha vaneggiato il sindaco Giorgio Gori -. Nella società c’è un evidente consenso anche da parte di settori che in passato avevano eretto barriere”.

Sarà cambiato il consenso in casa Parodi, la società non cambia certo idee su argomenti così complessi e profondi in sette anni…

C’è una cosa che ci sfugge su questi registri: ma gli omosessuali sono così sciocchi da farsi schedare? Perché in fin dei conti, di una schedatura di ‘gusti’ sessuali si tratta. Ci avete mai pensato?




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