Un afgano di 27 anni malato di “Tubercolosi miliare in HIV” è fuggito dal Policlinico Gemelli di Roma, dove era ricoverato da mercoledì scorso. Indossava un pigiama arancione, era in “importante stato di malnutrizione” e aveva un catetere venoso sul braccio.
L’immigrato è affetto da HIV e tubercolosi miliare. Quella “miliare, quale conseguenza di una dispersione ematogena dei micobatteri è tuttora una delle forme più gravi di tubercolosi e ha, anche in caso di un adeguato trattamento, una prognosi sfavorevole. Si evidenzia mediante una tipica radiografia del torace con centinaia di granuli piccolissimi . Interessa prevalentemente la prima infanzia, le persone anziane con difese immunitarie indebolite”. E’ molto contagiosa, a rischio di contagio, soprattutto, bambini e anziani.
E’ stata diramata una nota di ricerca nella quale si invita a ‘prestare la massima attenzione nel contatto con l’uomo. Solo con l’utilizzo delle mascherine di protezione‘.
E’ così che la Tubercolosi sta tornando in Italia: con gli immigrati. E quelli che fuggono dagli ospedali stanno generando forme resistenti di Tubercolosi, perché non completando la cura la malattia si evolve in forme più virulente. Che poi si diffondono.
