‘Coppia’ gay affitta 3 donne per comprare 3 bambini

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E’ IL NUOVO MERCATO DEGLI SCHIAVI, SOLO CHE GLI SCHIAVI NON SONO ANCORA NATI

Questa coppia gay interrazziale – il massimo della perversione assurta a modello – ha affittato tre donne perché diano alla luce tra bambini che saranno figli delle donne e, in un bizzarro incrocio di paternità, di uno di loro in due casi, e dell’altro in un caso.

Le mamme sono definite ‘madri surrogate’. E i bambini cresceranno senza di loro. Non sapranno mai nulla, di loro.

E’ lo sfruttamento moderno di giovani ragazze incapaci di intendere, povere e disperate – o semplicemente avide di denaro – per togliersi il capriccio. Cosa sono i gay, se non ricchi viziosi che sfruttano il corpo delle donne grazie alla loro ricchezza? Dove sono le femministe? Chi, più di questo tipo di omosessuali, degrada la donna a mera ‘fabbrica di bambini’? Non era, voler ‘liberare’ la donna dall’essere solo un ‘utero’, l’obiettivo del femminismo? Ecco che invece si è giunti – oggi – veramente, alla ‘donna utero’. Che viene utilizzata dai gay come ‘forno’ per i loro capricci.

Alcuni dicono che si devono ‘rispettare le libertà personali’, ma non vi è alcuna ‘libertà’, nel condannare un bambino a non conoscere mai la sua mamma. Non è libero di farlo il ricco e pervertito Bosè, e non è libera di farlo nemmeno la disgraziata che si ‘presta’ a questo scempio morale.

Le donne si diano una svegliata: i gay – il loro mondo – sono vostri nemici.

E in queste vicende di ‘uteri’ affittati e bambini comprati, non c’è solo la questione femminista che viene ridicolizzata. Ma anche uno sfruttamento del ricco sul povero che dovrebbe ‘turbare’ chi è cresciuto a pane e Marx: come è possibile, che la sinistra si sia così svenduta all’ideologia delle minoranze privilegiate, da essere sorda allo sfruttamento di classe – che sa tanto di ottocentesco – dei gay, sulle donne delle classi meno abbienti?

Non solo, il mercimonio di bambini per riempire il vuoto affettivo di ricchi disadattati sessuali, è moralmente disgustoso, ma è anche una evidente sconfitta dell’idea di società per la quale generazioni di donne e operai hanno combattuto: più uguale e senza sfruttamento. La società omosessualista è il non plus ultra del liberismo ottocentesco.

Perché il capitalismo non ha etica o morale, quello che gli economisti chiamano ‘mercato efficiente’, può benissimo essere la compravendita di organi.

C’è aspetto che i movimenti omosessualisti tendono a nascondere: lo sfruttamento delle donne da parte delle élites omosessuali. I gay sono generalmente una categoria facoltosa, e hanno gioco facile nello sfruttamento del corpo della donna per ‘quelle cose che loro non possono fare’. Questo sfruttamento dovrebbe interessare sia le ‘femministe’, sia gli ex-marxisti, a meno che ritengano ‘normale’, che giovani donne povere debbano vendere i loro figli, affittare il proprio utero o il proprio seno. Al di là della propaganda, non sono i maschi eterosessuali a sfruttare le donne, ma chi veramente le odia per ovvia ‘invidia’ sessuale: gli omosessuali.

Nello scontro culturale di inizio secolo, il femminismo ha perso, l’ideologia omosessualista, che è il ‘trionfo’ del capitalismo allo stato terminale, ha vinto.

I gay sono il non-plus-ultra del ‘capitalismo’. La rappresentazione plastica dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo. In questo caso sulla donna.
Usare il proprio ‘capitale’ per ottenere ‘lavoro’: in questo caso trasformando la donna in individuo-macchina adibito alla sola procreazione. Tutto quello che le ‘femministe’ combattono: a parole.

Le donne dovrebbero essere le prime oppositrici della ‘omosessualizzazione’ della società. Non fosse altro che per convenienza.




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