I deliri della non giovane Annunziata e la lite tra Prandelli e Balotelli

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Lo spogliatoio italiano tra il primo e il secondo tempo della partita con l’Uruguay ha avuto un ‘assaggio’ di società multietnica: tra urla e oggetti volanti. Quasi un esempio di coppia mista che scoppia.

La vicenda Balotelli esemplifica sempre di più i danni della ‘dis-omogeinizzazione’ di una società.

Ma per i sacerdoti del politicamente corretto, tra i quali si inquadra l’americanologa Annunziata, la colpa è nostra:

“Due righe per dirvi che mi vergogno un po’ (o forse molto) per come stiamo trattando Balotelli. E non mi dite che ha giocato male e altre cose del genere. Io non mi intendo di calcio, ma so riconoscere la solitudine e la disperazione quando le vedo. La scena del ragazzone con le cuffie che si avvia solo verso l’autobus la conoscono a istinto tutte le madri del mondo, o dovrei dire tutti gli adulti”.

“Questo è esattamente la ripetizione di quello che succede intorno ai ragazzini adottati, specie se di pelle nera – si c’è anche questo aspetto – nei campi di gioco e nei banchi delle nostre scuole. Gli adottati, i diversi, la non-nostra-razza, il non-nostro-ceto sono in Italia – paese di buoni sentimenti ma non così buoni da dimenticare i propri spazi e i propri interessi – sono trattati così”.

 

Siamo ai deliri antirazzisti. C’è comunque del vero: gli adottati sono spesso corpi estranei in una società, soprattutto quando provengono da ambienti razzialmente e culturalmente differenti. La soluzione per evitare queste ‘spiacevoli scene’ è semplice: adottateli a distanza. Non è mai stato foriero di problemi il mondo dove ognuno stava a casa propria, è invece un generatore continuo di disastri il mondo dove tutti vogliono andare a casa degli altri: a dettare le regole.

Del resto, la scenata alla fine del primo tempo nello spogliatoio dell’Italia, è emblematica di cosa significhi ‘società multietnica’. Prandelli negli spogliatoi muove un appunto a Balotelli e lui – riferisce Repubblica – reagisce con urla e “oggetti volanti”, una sedia spostata con violenza. I compagni reagiscono, si arrabbiano, i senatori gridano. Un piccolo esempio di società multietnica.




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