Enpa contro Fassino:” I ‘nomadi’ ci stanno rovinando la vita”

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FURTI E VANDALISMI IN VIA GERMAGNANO: DISPERATA LETTERA DELL’ENPA A FASSINO

Torino – Porte demolite e vetri distrutti,  sono solo alcuni dei danni che il campo rom di via Germagnano, sta procurando al vicino canile gestito dall’Enpa.
Si possono poi menzionare i rifiuti gettati ovunque oppure i cancelli abbattuti. Da giorni piovono inoltre denunce per i continui furti di apparecchiature ( tra cui le macchine distributrici del caffè, spaccate aperte in due per rubare qualche spicciolo) e per gli immancabili lanci di sassi sulle auto in sosta.  I “nomadi”, infatti, si divertono con questi lanci..lanci che hanno quasi mandato una ragazza all’ospedale.

Così, con i volontari del canile più che disperati dalla costretta convivenza con i “nomadi”, il direttivo Enpa,  che già da un anno cerca di richiamare l’attenzione delle istituzioni, ha scritto una nuova lettera per sollecitare l’intervento della prefettura, dell’amministrazione comunale, e dell’ineffabile sindaco Fassino. Una lettera in cui si chiedono interventi concreti, e non parole.

E non è la prima volta che il direttivo è costretto a supplicare un intervento delle istituzioni. Già nel 2011, le continue pressioni dell’Enpa,  avevano fatto si che il canile riuscisse ad avere una maggiore protezione dal vicino campo nomadi, tramite la costruzione di un’inferriata, e di un cancello riservato ai volontari. Ma era troppo poco.
Passarono due, tre mesi, e i rom avevano già iniziato a distruggere l’inferriata, che è oggi ridotta ad un colabrodo. E non va meglio al cancello riservato ai volontari: le grate sono sparite nel nulla, e mezzo cancello è stato sradicato da terra e gettato nel fango. E come non bastasse, quel mezzo cancello rimasto, è continuamente varcato dai “nomadi”, che, pur non avendone alcun permesso, sono soliti parcheggiare puntualmente autocaravan e roulotte a due passi dall’entrata del rifugio.

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Gli sprechi di via Germagnano - foto versienti5

 

L’enpa, nel suo urlo disperato alle istituzioni, lamenta anche un altro problema tipico della “felice” convivenza con i “nomadi”: i rifiuti. Un’intera area comunale, promessa dal Fassino per le corse e il movimento degli amici a 4 zampe, è rimasta invece chiusa con lucchetti: inaccessibile ai volontari del canile, ma non ai nomadi che sono riusciti a trasformare anche questo spazio in una discarica a cielo aperto. E non va meglio nemmeno nell’area del campo nomadi, con i cassonetti vandalizzati, e i rifiuti dispersi un po’ ovunque, che creano ( come si può immaginare) odori non proprio piacevoli nell’intera via Germagnano.

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“Siamo di nuovo al limite della sopportazione – spiega la responsabile Tiziana Berno -. Purtroppo la  situazione resta critica e difficilmente potrà essere risolta senza un aiuto da parte delle istituzioni. Per questo invitiamo il sindaco a farsi un giro da queste parti, in questo modo vedrà con i suoi occhi cosa non funziona”.

Ora, Fassino è sicuramente troppo impegnato ad alzare diti medi a chi lo critica, e a bearsi nei salottini di quanto Torino sia avanti; ma anche ammesso si interessi della vicenda, vien da chiedersi come  “risolverebbe” la situazione: Facendo altri cancelli che verranno puntualmente distrutti dai “nomadi”? Riempiendo via Germagnano di forze dell’ordine, rubate ad altri compiti, per stare a fare da balia agli zingari? O magari, regalando qualche villetta agli zingari, con bollette pagate dal Comune, in attesa che rovinino anche quelle?
L’unica soluzione seria e duratura, è rispedire queste persone incivili nei paesi dell’est da cui sono venute.




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