SIAMO ALLA FARSA
Un ex clandestino (come si possa essere ‘ex’ clandestino lo sa solo Al Fano) rinchiuso del Cpt, è il nuovo direttore del Centro di identificazione e di espulsione di Bari. Come dare le chiavi del carcere ai detenuti, quelle di un manicomio ai matti e di una banca ai politici.
Poi ci si chiede come mai, Kabobo, passò di qui.
Rohan Lalinda è un cingalese: “Era un centro come questo – dice – solo che allora si chiamavano Cpt, è cambiato il nome”.
Ora lui dirige il centro di detenzione amministrativa del capoluogo pugliese.
Con 27 euro e 90 centesimi a persona al giorno – la tariffa più bassa praticata in questo momento nei Cie italiani, fanno concorrenza al ribasso su tutto – Lalinda gestisce la struttura con clandestini di varie nazionalità: georgiani (la maggioranza), tunisini, algerini, bengalesi e anche cingalesi come lui.
Lalinda è arrivato in Italia come clandestino su un barcone dall’Egitto a Catania. “Quando sono arrivato clandestinamente mi hanno portato in un Cpt, il Serraino Vulpitta di Trapani – ricorda quello che oggi dovrebbe essere il responsabile del Cie di Bari – lì ci hanno trattato molto umanamente, purtroppo questa è la legge ed è anche peggiorata, quando io ero ospite del cpt il trattenimento era di 60 giorni, ora arriva a 18 mesi”.
Poi, qualcuno si meraviglia se i clandestini fuggono? Quando uno di loro gestisce un centro che dovrebbe trattenerli?
Il Cpt Serraino Vupitta era gestito da una cooperativa dello stesso consorzio che oggi ha l’appalto del Cie di Bari, i trapanesi di Connecting people. “Dopo due anni e mezzo sono entrato a lavorare sempre in quel centro come amministrativo, poi piano piano sono diventato direttore di un altro centro, il Cara di Brindisi, infine sono stato trasferito qua”.
Una carriera a spese nostre, e sulle nostre spalle. Ma uno Stato che nomina un ex clandestina al governo, come responsabile dell’immigrazione, volete che non nomini un ex clandestino come ‘guardiano’ di altri clandestini?
Siamo allo Stato criminale e folle.
Peccato Osama Bin Laden non sia ancora vivo, sarebbe stato un ottimo candidato all’antiterrorismo.

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