E c’è già chi parla di ‘razzismo’.Ogni anno, negli Usa, numerosi nuovi spot messi in onda per la prima volta durante il Super Bowl diventano oggetto di polemiche, di solito per il loro contenuto sessuale.
Quest’anno, ha generato una fortissima reazione uno spot di Coca-Cola, ma non per contenuti sessuali espliciti, ma per un motivo che, la multinazionale non si aspettava – ha mostrato americani di diverse razze ed etnie cantare l’inno americano “America the Beautiful”, in una varietà di lingue diverse. Ovviamente cantato da bambini, che confonde sempre la ‘mamma’ che è in noi. Tutto, in ossequio al multiculturalismo. E’ così che la propaganda multiculturale entra nelle teste dei cittadini e fa il lavaggio del cervello: attraverso spot pubblicitari e programmi televisivi o cinematografici. Ma, di solito, i messaggi sono intelligentemente camuffati, mai così espliciti.
Dopo la messa in onda, vari siti di social networking sono stati presi d’assalto dagli utenti per esprimere la loro indignazione.
La pagina Facebook di Coca-Cola è stata inondata di commenti: pochi, quelli che hanno mostrato sostegno, moltissimi quelli furiosi su Facebook, Twitter e YouTube.
“Oggi buttiamo via tutti i nostri prodotti Coca-Cola e li sostituiamo con Faygo”.”Faygo rappresenta i valori cristiani e segue la Costituzione. Messicani che cantano l’inno nazionale è un abominio.” “Non è bigottismo esigere che abbiamo un linguaggio unificato negli STATI UNITI”.
Clienti arrabbiati hanno anche commentato i video dello spot che sono stati inseriti su YouTube: “Il multiculturalismo ha trasformato l’America in una baraccopoli negli ultimi 50 anni, e l’amministratore delegato di Coca Cola è turco…”. Il commento si riferisce a Muhtar Kent, uomo d’affari turco-americano che è il CEO della società.
Nulla di strano. Le multinazionali e le società di pubblicità hanno come missione quella di reclamizzare la società multietnica. Quasi più del prodotto che vendono.
L’obiettivo è creare terreno fertile nelle menti dei più piccoli per costruire un ‘mondo nuovo’, senza radici, senza legami e ‘falsamente libero’. Da dominare meglio.
Solo che spesso, i messaggi sono meno evidenti.


Qui in Italia è ancora peggio. Non c’è film, spettacolo televisivo, dove non ci entri sempre a sproposito un negro, sempre maltrattato o un cinese o c’è la solita ragazza che da buona volontaria , s’innamora di uno di loro. Non parliamo del ‘razzista’ che o ci fa la figura di …… o che pentitosi dei suoi trascorsi, accetta in casa negretto figlio della figlia e relativo papà compatriota della Kyenge, ma strano caso nato o venuto da piccolo in Italia. ho visto, credo in un telefilm tipo ‘Don M atteo’ anche un carabiniere negro. Mala tempora currunt per noi bianchi cattivi, razzisti e sfruttatori!