Roma: zingari trattano ‘rame’, nube tossica da campo nomadi – VIDEO ESCLUSIVO

Vox
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Incuriosito da una alta, densa colonna di fumo visibile da gran parte della città, mi avvicino per capire cosa stia succedendo.
Nel frattempo chiamo i vigili del fuoco e mi dicono di essere già sul posto, un campo nomadi.
Arrivato al campo nomadi, parlando con alcuni operatori AMA vengo a sapere che gli zingari hanno dato fuoco a una vera e propria montagna di rifiuti. Per chi non lo sapesse, lo fanno per far sì che alla fine rimanga solo il metallo, che provvederanno a rivendere. L’oro rosso.

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Decido di far domande a varie persone, per ascoltare cosa hanno da dire.
La gente che abita in zona e passa di lì non è contenta, per usare un eufemismo: “cosa aspettano i pompieri a spegnere il fuoco? Sono anni che siamo costretti a respirare questo schifo!”

E in effetti, ci sono tre autobotti e parecchi pompieri, ma non fanno altro che guardarlo, il fuoco.
“Noi non possiamo rilasciare dichiarazioni, spiacenti” dicono. “C’è il nostro ufficio stampa per questo”.
Allora mi rivolgo a un vigile: “mi scusi, come mai i pompieri non stanno spegnendo il fuoco?”
“Come no, mi pare che siano intervenuti, sono tutti qui”
“Sì, certo sono qui ma a quanto vedo stanno guardando il fuoco senza spegnerlo.”
“Stanno aspettando che il fuoco si affievolisca un po’, per poterlo poi spegnere più facilmente”.

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I ragazzi dell’AMA hanno qualcosa da aggiungere. “Gli zingari ne appiccherebbero un altro se lo spegnessero troppo presto”.
Ovvio. Non raggiungerebbero il loro obiettivo di ricavare metallo dai rifiuti, se non bruciano abbastanza. In effetti, i pompieri cominceranno a gettare acqua sul fuoco solo dopo ore dall’inizio del rogo.

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Poco dopo il mio arrivo un gruppo di zingari si avvicina e mi chiede se sono un giornalista, vedendomi scattare foto.
“Ci hanno sequestrato questo spiazzo che noi usavamo come parcheggio.” Mi dicono. “Noi siamo costretti ad accumulare la spazzatura lì e bruciarla, perché nessuno ci aiuta, e l’AMA non la porta via”.
In effetti noto che la polizia aveva messo l’area sotto sequestro, affiggendo anche dei cartelli dove si legge:
“Chiunque viola i sigilli apposti dalla Polizia Giudiziaria, immettendosi nell’area sequestrata o modificandone lo stato dei luoghi risponderà del reato previsto e punito dall’art. 349 del Codice Penale”.
Peccato che l’intera area sequestrata sia stata coperta di rifiuti e messa a fuoco, e che non sia stato attuato alcun provvedimento. Lo Stato è una ‘tigre di carta’, quando si parla di Rom.

Vado da un altro gruppo di rom, e mentre faccio domande registro la conversazione facendo un video col telefono:
Io: “Scusate ragazzi, posso farvi qualche domanda? Volevo sapere cosa è successo”
Zingaro: “Hanno acceso qua il campo, apposta.”
Io:”Hanno incendiato apposta il campo?”
Zingaro: “Sì”
Io: “E che l’hanno incendiato fuori? Il campo sta qua dentro”
Zingaro: “Solo la mondezza che stava fuori”
Io: “Non l’avete incendiata voi la mondezza?”
Zingaro: “Sì”
Io: “Ma quella non è parte vostra, lo sapete, sì?”
Zingaro: “Era prima nostra, poi hanno sequestrato tutto”
Io: “L’AMA non vi fornisce dei contenitori dove poter buttare tutto?”
Zingaro: “Non vogliono aiutarci. Accumuliamo poco a poco, poi bruciamo tutto”
Io: “Ma guardate che succede quando date fuoco” (indicando le autobotti e la densa nube che appesta la zona e i quartieri limitrofi per chilometri)
Zingaro: “Ma noi dobbiamo fare questo, loro non ci aiutano”
Durante il video mentre faccio domande a degli adulti, vengo circondato da un gruppo di bambini di cui uno mette senza preavviso le mani sul mio telefono (da 00:32 in poi), che poi gli tolgo con un leggero strattone continuando a registrare.
E per finire, una bella Mercedes che esce dal campo. Evidentemente questi signori se la passano piuttosto bene nonostante “nessuno li aiuti”!

Incendio presso campo rom di Tor Sapienza, Roma, 7 dicembre 2013. Una testimonianza di Flavio F.