
Dopo la minaccia dei residenti di un campo nomadi di rapire i figli degli autoctoni, ieri, altra scena di ordinario degrado in Sardegna. Gli abitanti del campo nomadi di Sirai sono tornati in piazza per protestare contro la mancanza d’acqua.
A loro dire l’autobotte che riforniva il campo nomadi – gratis per gli zingari e al costo di 20mila euro per gli abitanti del Comune – si è guastata e da quel giorno sono rimasti senz’acqua. “Se succede in un canile – hanno detto durante la protesta – si grida allo scandalo, se il campo rom resta all’asciutto per una settimana nessuno s’indigna”. I cani non rubano, non rapiscono i bambini e sono anche affettuosi.
Chi si indigna perché gli zingari non ricevono l’acqua pagata dai contribuenti è, non solo scemo, ma anche un delinquente.
