Kyenge: “Eliminare il concetto obsoleto di padre e madre”

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Il ministro Kyenge si è detta favorevole alla proposta di usare la parola “genitore 1” e “genitore 2” al posto del – parole sue – “concetto obsoleto” di “padre” e “madre”.

Da Venezia, la congolese ha confermato l’impegno nella battaglia legislativa che mira a definire “italiani” tutti i bambini che nascono in Italia, anche per caso. E ha dichiarato di approvare la proposta Pd della delegata ai diritti civili del Comune di Venezia, Camilla Seibezzi, di utilizzare la terminologia “genitore 1” e “genitore 2” al posto dei – secondo lei – obsoleti “padre” e “madre”. In una dimostrazione di come l’obiettivo sia la disintegrazione sociale in ogni ambito, e che la indifferenziazione etnica che spinge alcuni fanatici a definire italiano chi nasce in Italia e quella sessuale che nega la differenza maschio-femmina, siano in realtà aspetti della stessa ideologia irrazionale.

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“Mi sono sempre battuta per le pari opportunità – ha detto – se questa è una proposta che le rafforza, mi trova d’accordo.” Ovviamente il bambino non ha voce in capitolo.

E perché fermarsi a ‘genitore 1 e 2’, nel suo caso di famiglia poligamica i numeri e le combinazioni possono essere anche superiori a due. Due è un numero così ‘obsoleto’.




8 pensieri su “Kyenge: “Eliminare il concetto obsoleto di padre e madre””

  1. L’indifferenziazione etnica non ha nulla a che fare con la negazione della differenza maschio-femmina. Chi degli italiani sa la percentuale con cui è longobardo, greco, etrusco, slavo, romano ecc.? Gli italiani sono sempre stati un popolo etnicamente indifferenziato per eccellenza, ma fino a poco fa sapevano distinguere bene tra maschi e femmine. Sono convinto che nel Congo, paese di origine del nostro ministro, lo sanno bene ancora bene oggi. Michele

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