Secondo Il Giornale d’Italia on line, quotidiano diretto da Storace, la Camera dei deputati ha appena dato mandato ad una società ‘amica’ per la realizzazione di un sito internet. Spesa: circa quattro milioni di euro.
Storace accusa: «Che cosa prevede, nel dettaglio, il capitolato di gara?
Dalla presidente Boldrini, dal suo portavoce, da un usciere, da qualcuno insomma, ma fateci sapere, per favore e per diritto popolare. 1) è finita la spending review, per cui si può tornare a spendere per i costi della politica? 2) che cosa ha di negativo il sito attuale della Camera, che pure sembra di facile accesso e non sembra affatto male? Che cosa ci si propone di modificare? 3) quali sono le differenze di costi e di servizio tra il sito attuale e quello che verrà? In che cosa consisterà il vantaggio per l’amministrazione e per il cittadino che accede alla Camera via web? 4) la domanda più delicata: è mai possibile che queste iniziative debbano essere sempre assunte sotto Ferragosto, quando gli italiani sono distratti dalle vacanze o maledicono il fatto di non poterle fare?».
Ancora nessuna risposta dall’amica dei ‘profughi’, che deve avere imparato bene all’Onu, come ripartire ad ‘amici’ prebende, attraverso appalti per cose inutili a prezzi gonfiati.
Un sito internet, per quanto complesso, non può costare 4 milioni di euro. E’ uno schiaffo ai disoccupati, agli esodati e a tutti gli italiani che con le loro tasse mantengono questa massa di parassiti. Già nel 2008, poco prima le elezioni, un altro amico dei poveri, Bertinotti, spese 800 mila euro per il sito precedente. E’ bello essere comunisti col culo degli altri.

E certo…
Va difeso, bit per bit, dalla possibilità che terroristi pericolosissimi pubblichino foto in cui una cellulitica che vagamente le somiglia cammina nuda…
Una emergenza prioritaria per l’italiano: per questo è nato il Governo del Fare!