“Possiamo finalmente annunciare in maniera molto netta che il sistema dei campi rom sarà superato”, ha annunciato la Raggi in conferenza stampa, “Abbiamo approvato un piano che ci permette di portare Roma in Europa. Abbiamo fermato la mangiatoia che per troppi anni c’è stata sui campi rom da parte della criminalità e di mafia capitale”. In realtà la mangiatoia andrà avanti, ma sarà spostata dai campi nomadi alle casette.
Per mettere in atto il suo piano, il sindaco utilizzerà i fondi europei (i ‘fondi europei’ altro non sono che soldi nostri che fanno il giro e tornano, non sono ‘europei’) e partirà dai campi de La Monachina e La Barbuta. “L’Italia non li ha mai utilizzati per questo scopo. Ci siamo. Siamo visibilmente soddisfatti. Mettiamo fine all’epoca dell’assistenzialismo”. L’assistenzialismo finisce quando smetti di utilizzare soldi della collettività a favore di una minoranza molesta, parassitaria e criminale.

INVECE IL piano Raggi è assistenzialismo allo stato puro – 3,8 milioni solo nel 2017 che Roma Capitale userà per garantire a circa 130 famiglie (quasi 800 persone) “scolarizzazione, occupazione, salute, abitazione”, si legge sul sito del Comune. “Ci rivolgiamo direttamente alle famiglie. Senza intermediazioni. Intendiamo allearci con chi vuole rientrare in un sistema di legalità”, spiega l’assessore al Sociale, Laura Baldassarre (foto).


