L’assessore indagato di Roma, e quella cena col boss dei Casamonica

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A Roma emerge il sistema del partito unico Pd-Pdl, che si spartiva gli appalti per zingari, clandestini e sedicenti profughi: il sistema Mare Nostrum

 

Alla vigilia delle elezioni comunali di Roma del 2013 venne pubblicata sui giornali una foto che riprendeva il candidato e sindaco uscente Gianni Alemanno con Luciano Casamonica, uno dei boss del clan. La foto fu scattata nel settembre 2010 durante una cena nel centro di accoglienza Baobab, cena organizzata da alcune Cooperative Sociali impegnate nell’inserimento di detenuti e persone svantaggiate. La foto fu usata da Ignazio Marino, per criticare Alemanno, il quale pochi giorni dopo la pubblicazione di vari articoli di critica diffuse un comunicato chiarendo che a quella cena erano presenti anche l’ex capogruppo del PD Umberto Marroni con suo padre Angiolo, garante dei detenuti della Regione Lazio, e Daniele Ozzimo, consigliere capitolino del Pd.

OZZIMO CON GLI AMICI ZINGARI, UN BUSINESS

Lo stesso Daniele Ozzimo, da oggi ex assessore alla Casa, indagato per la rete mafiosa che lucrava su campi nomadi e centri d’accoglienza per immigrati nella Capitale.

Sua, l’idea di dare le case popolari agli zingari dei campi nomadi di Roma. Magari dando l’appalto a qualche palazzinaro amico del Pd e non inviso al Pdl.

Gli inquirenti hanno documentato un sistema corruttivo finalizzato all’assegnazione di appalti e finanziamenti per la gestione dei centri di accoglienza per gli immigrati.

L’assessore comunale Daniele Ozzimo (Pd) si è dimesso.
“Pur essendo totalmente estraneo allo spaccato inquietante che emerge dagli arresti di questa mattina, rimetto per senso di responsabilità e serietà il mio mandato”, spiega Ozzimo,”non volendo in nessun modo arrecare danno all’amministrazione della città”.

Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha accettato le sue dimissioni. Indagati anche il consigliere regionale Pd Eugenio Patanè, quello Pdl Luca Gramazio, e il presidente dell’Assemblea capitolina Mirko Coratti, sempre del PD.

Il “ramificato sistema corruttivo” si occupava di appalti e finanziamenti pubblici dal Comune di Roma: con un interesse particolare per i centri di accoglienza per immigrati e i campi nomadi. E’ quanto emerso dalle indagini del Ros che hanno portato alle misure restrittive e ai sequestri da parte del Gico della Finanza.




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