Sbarcano con la Tubercolosi: nuovo allarme a Siracusa, ricoveri e isolamento

SIRACUSA – E’ ancora allarme Tubercolosi nella città martire dell’immigrazione. Sono infatti stati ricoverati in ospedale, nel reparto di Malattie infettive, due cosiddetti ‘profughi’, che sembra abbiano contratto la malattia nel corso della traversata che li ha poi portati sulle nostre coste, grazie all’operazione Mare Nostrum.

Secondo il primario, sono in isolamento.

E’ molto probabile che questi due individui fossero ospitati in uno dei famosi centri che fa del business dell’immigrazione una ragione di vita. «Non ci sono stranieri affetti di tubercolosi nella nostra struttura».

Il responsabile del centro ex Umberto I, Luciano Spicuglia, nega siano suoi ‘ospiti’: «Posso escludere – dice Luciano Spicuglia, responsabile dell’ex Umberto I – che ci siano persone affette da tubercolosi. La situazione, sotto questo punto di vista, è tranquilla, e posso rassicurare tutti». E si va avanti sulla fiducia, visto che non ci sono controlli terzi. Voi vi fidate?

Al momento, i clandestini lì ospitati a spese nostre sono 150 ma, il responsabile già si lecca i baffi: «Stiamo lavorando – dice Luciano Spicuglia, responsabile del centro – per aumentare la capienza e sono in corso degli interventi per ammodernare il locale. Ci saranno dei posti in più, infatti sono stati ordinati dei letti a castello per far dormire 200 persone». E volete che ammetta ‘problemi’ che potrebbe mettere in forse questi suoi ‘programmi’?

Ricordiamo che, secondo recenti studi, la città di Siracusa starebbe incubando da mesi un’epidemia di tubercolosi pronta ad esplodere: circa 40 mila soggetti sono risultati positivi ai test Tbc, e dunque sarebbero potenzialmente malati, basta un piccolo stress e il bacillo diventa attivo. Almeno secondo quanto raccontò il Fatto Quotidiano del 16 luglio che riportava le cifre ufficiali fornite dal gruppo nazionale di studio dell’Aipo (Associazione italiana di penumologia) e convalidate dall’Oms. Scriveva il Fatto:

SI PRESUME che la malattia sia arrivata in special modo con gli immigrati del Corno d’Africa, gli immigrati del Corno d’Africa sono spesso gli stagionali di Cassibile. Dunque tra gli anelli deboli della catena compare la voce: controlli sanitari. Nell’atto aziendale dell’Asp, in data 2010, pensate, manca proprio la voce dispensario tubercolare. Nel frattempo Rossitto denuncia la mancanza di strumenti, di materiali, di competenze, chiede alla dirigenza mezzi adeguati, richieste sovente con esito scarso. Rossitto poi verrà trasferito in pneumologia.

All’Asp di Siracusa continuano a dormire sonni tranquilli, ma nel frattempo la situazione è del tutto fuori controllo. Scrive il Fatto che il dispensario tubercolare di via Bufardeci è in corso di smantellamento ma ancora attivo

Il responsabile transita un’ora al giorno, confidano alcuni pazienti in attesa. I pazienti in attesa possono essere malati, sono nello stesso piano degli uffici della Medicina del Lavoro e dello Sport, dove non di rado accedono anche i bambini. Il meetup del M5s ne fa ampiamente riferimento all’interno dell’interpellanza presentata a Zito. Chi si ammala non ha molte chance: di saperlo, innanzitutto. L’Asp di Siracusa non prevede l’antibiogramma e l’esame colturale, fondamentali nel riconoscimento dell’infezione e soprattutto fondamentali nella prevenzione e contrasto della malattia nella forma farmaco resistente, quella che produce infezioni farmaco resistenti (e che contagia infezioni farmaco resistenti): ovvero quando la malattia diventa inesorabile, incurabile, si è spacciati insomma.

Consultando i dati del Ministero della Salute si rileva che in tutta Italia ogni anno vengono notificati circa 4500 casi di tubercolosi attiva, e dunque le cifre riportate dal Fatto Quotidiano, riferite alla sola realtà di Siracusa, ipotizzavano un numero incredibilmente elevato di casi.


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