Torino: i bambini vengono “educati” ad apprezzare le ‘unioni gay’

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Sono ancora fresche a Torino le ferite procurate dall’intolleranza marchiata lgbt, le cui pressioni (soltanto pochi giorni fa) hanno impedito l’attuarsi di una serie d’incontri per genitori critici verso le teorie del gender, presso l’istituto scolastico Faà di Bruno. E già oggi viene sollevato un altro gravissimo caso che evidenzia la prepotenza dei ‘fanatici dei diritti’.

Il sociologo Massimo Introvigne, coordinatore del comitato ‘Si alla famiglia’, ha denunciato che nella scuola media Antonio Gramsci, sita a Settimo Torinese, si è arrivati a indurre gli alunni- dei bambini di appena 12 anni, della II B- a mettere in scena uno ‘spettacolo teatrale’, nel quale interpretano i parlamentari impegnati a votare una legge che “riconosca giuridicamente le unioni tra persone dello stesso sesso”.
E non è tutto.

I ‘parlmentari’ che appaiono in questa- ricordiamolo- recita scolastica, sono dipinti come incarnazioni di diversi concetti: e per la precisione, coloro che votano contro la legge, sono dipinti come personficazione di “pregiudizio, paura, esclusione”, mentre coloro che votano a favore sono resi come:”dignità, libertà, parità, eguaglianza”.

Tale atto totalitario avviene nell’ambito del progetto “Direfarenondiscriminare”,finanziato con denaro pubblico della Regione Piemonte, che ha proprio come compito quello di imporre ai bambini nelle scuole ( attraverso recite, spettacoli di animazione), la visione 68ina ed ‘europeista’ dei “diritti” e della “discriminazione”.

Insomma, non è possibile pensarla diversamente: qualsiasi posizione che per qualsiasi motivo non vorrebbe, ad esempio, riconoscere giuridicamente le unioni gay, è sbagliata a prescindere, e va preventivamente annientata, con una accorta opera di “educazione al pensiero corretto”.

E così, un dibattito politico tra due posizioni differenti, viene stilizzato a infantile lotta del ‘bene contro il male’, e in tal modo imposto a dei bambini ( che a scuola dovrebbero pensare a ben altro).

E’ chiaro che si intende, con un abuso di potere, imporre le proprie ideologie in modo totalitario; andando dunque a subordinare ad esse, anche le stesse scuole pubbliche.




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