Bergamo – Segni sempre più evidenti di invasione. Di colonizzazione. L’inizio scolastico è alle porte, ma le famiglie non si preparano a mandare i loro figli a lezione. Nel paese di Corti frazione di Costa Volpino, nella Bergamasca, la prima classe della scuola elementare è una succursale dell’Onu, una Babele dove nessun capisce l’altro.
Ci solo sette bimbi italiani, mentre gli altri 14 iscritti sono africani (in gran parte marocchini) con qualche albanese e rumeno.
Ovviamente i genitori italiani non ci stanno, non vogliono mandare i loro bimbi in quella che è, a tutti gli effetti, una scuola straniera.
E così, dopo avere detto al direttore che se non avesse trovato posto ai loro figli nelle primarie delle altre frazioni li avrebbero portati direttamente in un altro Comune, hanno ottenuto di iscrivere i loro figli nelle altre scuole di Costa Volpino.
Ma se non vogliamo trovarci stranieri in casa nostra, queste sono solo battaglie di retroguardia. Tutto inizia a Lampedusa. Tutto inizia quando assumete immigrati. Perché prima o poi, arriveranno davanti casa vostra. Quando colonizzeranno anche le scuole delle altre frazioni, dove manderete i vostri figli, perché abbiano un’istruzione dignitosa e possano vivere le tradizioni nelle quali siete vissuti voi?

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