Kyenge denunciata per ‘istigazione a delinquere’

clandestinità no reato

Il ministro della dis-integrazione Cecile Kyenge, è stata denunciata alla magistratura per ‘istigazione a delinquere’. Denuncia formale è stata presentata dal movimento Alba mediterranea, che deposita la querela a nome del suo presidente Orazio Fergnani, accusando Kyenge tra le altre cose di ‘favoreggiamento dell’immigrazione clandestina’ , ‘istigazione alla disobbedienza alle leggi’ e ‘vilipendio alla nazione’.

1)                  Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

2)                  Concorso formale in reato continuato (art.81 c.p.);

3)                  Pene per coloro che concorrono nel reato (art.110 c.p.);

4)                  Circostanze aggravanti (art.112 c.p.);

5)                  Propaganda ed apologia sovversiva o antinazionale (art.272 c.p.);

6)                  Vilipendio della Repubblica delle Istituzioni costituzionali, etc., (art.290 c.p.);

7)                  Vilipendio della Nazione italiana (art.291 c.p.);

8)                  Istigazione a commettere alcuno dei delitti … (art.302 c.p.);

9)                  Pubblica istigazione e apologia ….. (art.303 c.p.);

10)              Abuso d’uffico (art.323 c.p.);

11)              Omissione di atti d’ufficio (art.328 c.p.);

12)              Istigazione a delinquere (art.414 c.p.);

13)              Istigazione a disobbedire alle leggi (art.415 c.p.);

14)              Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art.476 c.p.);

15)              Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art.479 c.p.);

16)              Tratta e commercio di schiavi (art.601 c.p.);

17)              Ed eventuali altre fattispecie di reato che venissero rilevate nel corso delle indagini.

Le persone offese vengono identificate nella Repubblica italiana, tutti i Cittadini italiani e la Nazione italiana. 

Con i seguenti RIFERIMENTI: 

1) COSTITUZIONE ITALIANA ART. 10

L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.

…. Omissis ….

2 ) COSTITUZIONE ITALIANA ART. Art. 28.

I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.

3) COSTITUZIONE ITALIANA ART. Art. 52.

La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.

….omissis ….

4) COSTITUZIONE ITALIANA ART. Art. 54.

Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.

I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

5) Testo unico sull’immigrazione – Titolo II Decreto legislativo , testo coordinato, 25.07.1998 n° 286 , G.U. 18.08.1998 – Articolo 12 (1) Disposizioni contro le immigrazioni clandestine.

1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, in violazione delle disposizioni del presente testo unico, promuove, dirige, organizza, finanzia o effettua il trasporto di stranieri nel territorio dello Stato ovvero compie altri atti diretti a procurarne illegalmente l’ingresso nel territorio dello Stato, ovvero di altro Stato del quale la persona non è cittadina o non ha titolo di residenza permanente, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa di 15.000 euro per ogni persona.

….omissis …

3. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, in violazione delle disposizioni del presente testo unico, promuove, dirige, organizza, finanzia o effettua il trasporto di stranieri nel territorio dello Stato ovvero compie altri atti diretti a procurarne illegalmente l’ingresso nel territorio dello Stato, ovvero di altro Stato del quale la persona non è cittadina o non ha titolo di residenza permanente, è punito con la reclusione da cinque a quindici anni e con la multa di 15.000 euro per ogni persona nel caso in cui:

a) il fatto riguarda l’ingresso o la permanenza illegale nel territorio dello Stato di cinque o più persone;

b) la persona trasportata è stata esposta a pericolo per la sua vita o per la sua incolumità per procurarne l’ingresso o la permanenza illegale;

….. omissis ….

3-ter.

….. omissis ….

b) sono commessi al fine di trarne profitto, anche indiretto.

4. Nei casi previsti dai commi 1 e 3 è obbligatorio l’arresto in flagranza.

Ed ecco i FATTI che integrerebbero i reati di cui sopra:

Prima donna nera a diventare ministro, Kyenge vorrebbe nel corso del suo mandato abolire il reato di immigrazione clandestina creato nel luglio del 2009 dal governo Berlusconi sotto la pressione della Lega Nord e avviare una riflessione sull’introduzione in Italia dello ius soli al posto dello ius sanguinis.

Domenica 28 aprile – Nell’assumere il suo incarico aveva pronunciato la formula rituale: “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della nazione”.

Venerdì 3 maggio – Nella sua prima conferenza stampa a Palazzo Chigi ha detto : “non potrei essere interamente italiana”, il che è incompatibile con il giuramento di esercitare le sue funzioni nell’interesse “esclusivo” della nazione. Queste le sue testuali parole: “Sono italo-congolese e, tengo a sottolinearlo, sono italo-congolese perché appartengo a due culture, a due paesi che sono dentro di me e non potrei essere interamente italiana, non potrei essere interamente congolese, ciò giustifica anche la mia doppia identità, ciò giustifica ciò che io mi porto dietro. Questa è la prima cosa con cui io vorrei essere definita”.

Per la prima volta nella storia della Repubblica viene designato un ministro che non si sente del tutto italiano e che non intende neppure diventarlo perché si concepisce come depositario di una doppia identità nazionale, italo-congolese, sostenendo candidamente di appartenere a due paesi e a due culture. La Kyenge incarna perfettamente lo stravolgimento della nostra cultura e della nostra tradizione circa il concetto di cittadinanza, di società, di Patria e di nazione.

È chiaro che se essendoci un vizio d’origine, ossia la non adesione all’identità nazionale italiana in modo integrale ed esclusivo, non dobbiamo stupirci che la Kyenge anteponga le rivendicazioni degli immigrati rispetto alle necessità della maggioranza dei “Cittadini”  italiani, arrivando in questo tragico ed apocalittico momento di trapasso sociale/economico/politico a concepire come priorità nazionali la concessione automatica della cittadinanza ai figli degli stranieri nati in Italia, che a loro volta automaticamente accordano ai genitori il diritto alla cittadinanza anche se non sussistono le condizioni contemplate dalla legge; l’abolizione del reato di clandestinità, la chiusura dei Centri di identificazione e di espulsione e la regolarizzazione dei clandestini;  l’accoglienza incondizionata degli immigrati perché sarebbero solo una risorsa e mai e poi mai un problema; la più ampia estensione del diritto all’asilo politico.

La dottoressa italo-congolese, rincara la dose del suo pensiero terzomondista: ”L’Italia ormai ha acquisito consapevolezza che l’immigrazione non puo’ esser considerata un fenomeno emergenziale. E’ assurdo che il ministro Kyenge definisca non emergenziali gli sbarchi di carrette del mare straripanti di clandestini che ogni giorno raggiungono le nostre coste, ma soprattutto surreale la sua idea di voler metodicamente accogliere con ogni “comfort”, onore, diritto ed alcun dovere chiunque decida di stabilirsi illegalmente nel nostro Paese.

Questi messaggi offensivi dell’onor patrio, del disprezzo della millenaria nostra storia e cultura, del buon senso, dei ruoli, delle competenze, delle rispettive collocazioni e responsabilità sono dimostrazione di una superficialità e di una incapacità assoluta di andare in profondità nei valori che contraddistinguono l’essenza profonda del popolo italiano, ovvie cause della mancata sua integrazione  (lo dichiara lei stessa) … ed infine d’incentivo a chi sfrutta la tratta degli esseri umani. Il Ministro Kyenge intenzionalmente o meno, è comunque corresponsabile dell’incremento esponenziale degli arrivi dei clandestini di questi ultimi giorni…  La Kyenge, ministro della Repubblica Italiana da lei assai poco considerata e per nulla apprezzata, arriva ad auspicare una vera e propria invasione di immigrati, …. oggi ha infatti dichiarato:  ”L’Italia ormai ha acquisito consapevolezza che l’immigrazione non può esser considerata un fenomeno emergenziale. …. Omissis …. . Dobbiamo cominciare a parlare di una immigrazione strutturata, di una politica dell’immigrazione che sappia fare prevenzione non più di emergenza, ma di una vera politica di accoglienza”. Ma avrà idea costei del significato e del significante delle parole che inanella e degli effetti di vario ordine che queste implicano,  delle conseguenze che ne derivano in uno Stato di Diritto??

Dom, 05/05/2013 ”Il reato di clandestinità andrebbe abrogato” Queste le parole del ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge ospite del programma di Lucia Annunziata In mezzora in onda su

Rai Tre. Un padre cattolico e poligamo, 38 fratelli figli di diverse madri e in Italia è arrivata da irregolare….

La ministra Kyenge ha affermato anche di essere nera e di esserne fiera. È indiscutibilmente una ministra nera, ma non è “la ministra dei neri”. È una “ministra degli italiani”.  E’ la ministra dei “Cittadini Italiani”, della Repubblica e della Nazione italiana e non degli immigrati illegali e in tale ruolo ed ambito istituzionale lei si deve muovere e comportare.  Qualora, come fino ad adesso si mette al di fuori della legge è perseguibile come qualunque altro cittadino che si comporti in violazione di legge e di diritto…

25 giugno 2013 – Continua il processo di dis-integrazione del ministro : “Mi impegnerò per dare casa, cittadinanza e lavoro a tutti i Rom”.Giornalmente italiani disperatisenza più casa e lavoro si suicidano dalla disperazione e la ministra eletta (?) dagli Italiani che ha giurato fedeltà alla nazione italiana e alle sue leggi opera, agisce, dichiara continuamente contro gli italiani, la Repubblica… le sue leggi…. in favore dei clandestini, illegali, degli stranieri… e l’Italia?

L’ultima “boutade” di Cecile Kyenge è quella di Torino, colpita a morte dalla crisi economica dove è andata a promettere casa e lavoro per … i Rom, e, visto che c’era  anche la cittadinanza. Tutti sono perfettamente consapevoli di come sanno integrarsi bene i Rom.

La ministra andava dimissionata fin dalle sue prime esternazioni e oltre alle sue responsabilità personali vanno considerate ed assommate anche quelle che collegialmente competono al presidente della Repubblica in primis e secundis al Presidente del Consiglio dei Ministri e titolari dei vari dicasteri coinvolti.

Preliminarmente a nome degli italiani chiediamo le dimissioni della neo-ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge per aver giurato il falso sulla Costituzione ed i reati in calce evidenziati, e per tutti i sopraelencati motivi, ragioni, diritti… CHIEDIAMO  di procedere alla verifica delle responsabilità dei fatti qui descritti di coloro in epigrafe elencati ai fini di:

1)      assicurare la prova dei reati;

2)      impedire la continuazione dei reati; .

L’associazione ricorda, sottolinea ed enfatizza ad uso di chi legge rammentando l’ obbligatorietà dell’azione penale (art. 112 della Costituzione) in caso di evidenti violazioni di legge e l’altrettanto obbligatorio arresto in caso di flagranza di reato, e ricordo altresì il giuramento prestato nei confronti della Costituzione, delle Istituzioni, della Repubblica, dello Stato e dei Cittadini italiani tutti, a cui l’operato di questo giudice si deve uniformare e deve rispondere, e di cui noi a nostra volta saremo severi giudici.

Si chiede quindi la punizione nei termini di legge per tutti i reati sopra contestati, e quant’altro ravvisabile nell’esposizione dei fatti e scaturenti dalle indagini, il ripristino della legalità, della giustizia e le più severe sanzioni e condanne previste dalla LEGGE.

Ci riserviamo inoltre di costituirci parte civile nell’instaurando procedimento penale; e, ai sensi dell’ex art. 408 c.p.p., chiediamo di essere avvisati in caso di richiesta di archiviazione.

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