PD e ONU vogliono tassa per aiutare i profughi

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Vogliono la tassa per i profughi. L’idea è frutto della genialità di un rappresentante del PD, Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa e del vicesegretario generale delle Nazioni Unite, il francese Philippe Douste-Blazy.

Il progetto, spiegano PD e ONU, è reperire fondi per un “piano Marshall” a favore dei ‘profughi’, attraverso l’imposizione fiscale su transazioni finanziarie.

Fai un bonifico? Paghi la tassa per il profugo.

In Italia c’è già una legge simile, una sorta di Tobin-Tax, la 228 del 2012, entrata in vigore il primo marzo 2013, e voluta da Mario Monti.

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Tornando alla ‘tassa per i profughi’, andrebbe a colpire i cittadini di tutti i 28 Paesi comunitari, con una percentuale dello 0,1% sulle compravendite di titoli azionari e obbligazionari (titoli di stato).

Mentre, per salvaguardare i ‘filantropi’ alla Soros, titoli speculativi come i derivati sarebbero praticamente esenti.

Per PD e ONI, è «l’unica soluzione che renderà possibile accogliere rifugiati politici con dignità e integrarli nelle nostre società» e allo stesso tempo consentirà di «evitare l’enorme ondata migratoria che incombe per la distanza sempre più larga fra i ricchi e i poveri, in un’epoca in cui la comunicazione è sempre più globalizzata».

Ricchi? I poveri sono i vostri vicini di casa. E tassare chi investe i propri risparmi non li aiuta.