Effetto Machete: immigrati viaggiano gratis su treni

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DUE CASI, DUE CITTA’ DEVASTATE DALL’IMMIGRAZIONE

Genova – L’ultimo treno della notte, il “pidocchietto”, scivola via lento sui binari. Stazione dopo stazione. Dalla Spezia a Brignole non ne salta una. Il trillo di WhatsApp sugli smartphone dei ferrovieri, invece, corre veloce. È via chat che sabato si decide uno sciopero bianco senza precedenti. «Da oggi non si controlla più alcun biglietto», scrivono i controllori. Sono sul piede di guerra.

Nel gruppo creato per aiutarsi e sostenersi a vicenda viene presa la decisione . Non servono proclami o proteste sindacali. L’aggressione di Milano, i colpi di machete al collega che «faceva solo il suo lavoro», hanno lasciato il segno. «Non ci rimane che tutelarci da soli», mastica amaro Lorenzo, 58 anni, una vita sui treni. La protesta virale trova adesioni. Immediate. Almeno quaranta capotreni liguri incrociano le braccia: «Sarà così fino a quando non cambierà qualcosa».

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MILANO – Adriano Coscia purtroppo non è James Bond. È solo un capotreno che dopo 33 anni di servizio a fare su e giù sulle linee della Nord da Milano a Voghera, porta a casa per 38 ore di lavoro 1800 euro al mese più gli straordinari. E però da un bel po’ di anni il pericolo è il suo mestiere. Come l’agente 007, senza licenza di uccidere che quella la vuole solo il Governatore Roberto Maroni. «Ma io non sono un carabiniere. Sono un capotreno. Ho la responsabilità di tutti i viaggiatori e devo pure stare attento alla mia pelle. E sa cosa dico? Che in certe condizioni io il biglietto non lo chiedo più. Se vogliono viaggiare gratis lo facciano».

Siamo arrivati a questo. I criminali stranieri hanno vinto. Questa è l’Italia di Renzi: gli italiani pagano, gli immigrati hanno tutto gratis.