Se gli avessero lasciato finire il lavoro oggi vivremmo in un paradiso. Questa è feccia non degna di essere definita umana. Sono animali parlanti.
1️⃣ Altopascio, omicidio del 75enne Luigi Pulcini: le indagini si concentrano intorno alla comunità nomade che vive da tempo nella Piana#19agosto pic.twitter.com/vfkYPVgmPF
— Francesca Totolo (@fratotolo2) August 19, 2023
Rischierebbe una denuncia per autocalunnia il giovane ventenne (e non 30 come emerso inizialmente) di origine nomade che la sera del 6 agosto ha confessato di aver aggredito, fuori dal bar in piazza Umberto ad Altopascio, Luigi Pulcini, il 75enne morto a Ferragosto dopo dieci giorni di agonia trascorsi all’ospedale Cisanello. Il ragazzo si era presentato in caserma dopo poche ore dall’aggressione, accompagnato dal padre, (che ora potrebbe essere a sua volta denunciato per favoreggiamento), confessando di essere stato lui ad aver tirato un pugno al pensionato e di averlo fatto per un presunto sguardo e un apprezzamento nei confronti della sua fidanzata, anche lei giovanissima.
La sua confessione, però, non ha convinto gli inquirenti fin dall’inizio. Troppe le incongruenze con le testimonianze raccolte sul posto e con le immagini delle telecamere che hanno ripreso la scena. L’ipotesi che padre e figlio stiano coprendo qualcuno, rimane ancora quella più forte. Con il decesso della vittima, però, la posizione del responsabile si è nettamente aggravata. L’accusa è ora di omicidio volontario. Motivo per il quale è probabile che il giovane reo confesso venga risentito nuovamente dagli inquirenti.
Nel frattempo le indagini non si fermano, anzi scavano tra le testimonianze e si concentrano proprio intorno alla comunità nomade che vive da tempo nella Piana. L’ipotesi investigativa che il giovane stia mentendo va a braccetto con l’idea che il vero aggressore possa venire dalla stessa comunità ed essere ancora in zona, aiutato dal silenzio di amici e parenti.

Secondo indiscrezioni, che ho letto, Pulcini non sarebbe deceduto per i danni al cervello causati dalla caduta, come spesso è capitato, prendi un pugno, o una spinta, cadi e batti la testa magari su uno spigolo.
No no, i danni sono stati dovuti all’estrema violenza, e forse precisione e volontà di causare la morte, del colpo, al naso, dal basso verso l’alto, provocando la frammentazione del setto nasale all’interno della scatola cranica.
Questa è la gente con cui abbiamo a che fare, che devi abbassare lo sguardo, per timore ti faccia queste cose, quando dovremmo tutti poter girare armati, visivamente armati, e far capire a questa feccia le conseguenze delle loro bravate.
Ma non si può fare, e, abbiamo scoperto ormai da molto tempo, nemmeno dire.
Zingari rom, vigliacchi che uccidono un vecchio. Io resto sempre in linea col baffetto, quella sottorazza di scoregge di porco vanno spediti dritti dritti dove sappiamo noi, fin dalla nascita, o anche prima, che sarebbe meglio.