Guardia Costiera batte ONG 50mila a 11mila clandestini

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Nel 2022 si sono registrati 105mila arrivi di clandestini via mare, il 56% in più dell’anno scorso: 1.401 dall’ Algeria, 32mila dalla Tunisia (+60%), 53mila dalla Libia (+70%)..

Dalla Libia partono due flussi: uno dalla Tripolitania (33mila) e l’altro dalla Cirenaica (20mila).

Poi c’è la rotta del Mediterraneo orientale (Turchia, Egitto, Libano e Siria), con 17mila arrivi.

Questo significa che un blocco navale ridurrebbe gli sbarchi a 17mila dai 105mila. E che un ulteriore accordo con l’Egitto li ridurrebbe a meno di 10mila.

Ovviamente, se si sparasse ai barconi, gli sbarchi si ridurrebbero a zero. Partenze zero al secondo barcone affondato.

Le navi ong hanno traghettato oltre 11mila persone, il 34% di quelle partite dalla Tripolitania.

Lo ha detto il contrammiraglio Giuseppe Aulicino, capo del Reparto III – Piani e Operazioni del Comando Generale delle Capitanerie di porto, in audizione alle Commissioni riunite Affari costituzionali e Trasporti che sta esaminando il decreto con la stretta alla navi ong.

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La Guardia costiera italiana è al servizio dei trafficanti.

Questo dato, alla luce degli sbarchi totali, ha un significato chiaro: il vero scafista è lo Stato coi propri corpi militari.

Ad esempio, gli immigrati clandestini traghettati dalle ONG nei mesi di novembre e dicembre di quest’anno sono stati ‘solo’ 1.113, gli altri 16.178 li hanno traghettati direttamente la ‘nostra’ Guardia costiera e gli altri organi dello Stato.

E, come avete letto, i dirigenti si lamentano di non potere pubblicizzare i loro traffici. E’ evidente che Salvini deve fare tabula rasa delle nomine all’interno della Guardia costiera. Smantellarla sarebbe ancora meglio: deve essere un corpo di salvataggio in acque italiane, non la puttana degli scafisti.

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