
Dalla Libia partono due flussi: uno dalla Tripolitania (33mila) e l’altro dalla Cirenaica (20mila).
Poi c’è la rotta del Mediterraneo orientale (Turchia, Egitto, Libano e Siria), con 17mila arrivi.
Questo significa che un blocco navale ridurrebbe gli sbarchi a 17mila dai 105mila. E che un ulteriore accordo con l’Egitto li ridurrebbe a meno di 10mila.
Ovviamente, se si sparasse ai barconi, gli sbarchi si ridurrebbero a zero. Partenze zero al secondo barcone affondato.
Le navi ong hanno traghettato oltre 11mila persone, il 34% di quelle partite dalla Tripolitania.
Lo ha detto il contrammiraglio Giuseppe Aulicino, capo del Reparto III – Piani e Operazioni del Comando Generale delle Capitanerie di porto, in audizione alle Commissioni riunite Affari costituzionali e Trasporti che sta esaminando il decreto con la stretta alla navi ong.
La Guardia costiera italiana è al servizio dei trafficanti.
Questo dato, alla luce degli sbarchi totali, ha un significato chiaro: il vero scafista è lo Stato coi propri corpi militari.
Ad esempio, gli immigrati clandestini traghettati dalle ONG nei mesi di novembre e dicembre di quest’anno sono stati ‘solo’ 1.113, gli altri 16.178 li hanno traghettati direttamente la ‘nostra’ Guardia costiera e gli altri organi dello Stato.
E, come avete letto, i dirigenti si lamentano di non potere pubblicizzare i loro traffici. E’ evidente che Salvini deve fare tabula rasa delle nomine all’interno della Guardia costiera. Smantellarla sarebbe ancora meglio: deve essere un corpo di salvataggio in acque italiane, non la puttana degli scafisti.

ONG rivelano: “Collaboriamo da anni con Guardia Costiera italiana”

Più che marinai d’Italia,mozzi degli scafisti.
Che paese di pantegana!