Siamo alle comiche, ormai la Marina Militare è al servizio di scafisti e clandestini, e lo sapevamo. Ma ieri, queste crocerossine hanno raggiunto livelli inesplorati.
Sono andati a 40 miglia a nord delle coste libiche, per raccattare altre decine di clandestini che avevano avvisato con il satellitare, dopo avere preventivamente ‘bucato’ il gommone. E’ una tecnica piuttosto nota per ridicolizzare la nostra Marina.
Ma forse non hanno calcolato bene i tempi, così, è di 10 morti il bilancio del naufragio del gommone, non ostante il primo intervento di soccorso venisse effettuato dalla Nave Dattilo della Capitaneria di Porto che aveva recuperato 39 invasori, mentre la fregata Scirocco e il pattugliatore Orione della Marina Militare si erano fiondati alla massima velocità verso la zona. Patetici.
Cosa non si fa, per l’indennità di missione.
Perché più lontani li vanno a prendere, più soldi prendono.
Per carità, andare in acque libiche sarebbe intelligente. Si, ma per portarli poi in porti libici: come dice la legge del mare. E del buonsenso.
Cosa assente nelle alte sfere del nostro governicchio.

Un pensiero su “Mare Nostrum: intervento in acque libiche, 10 se li perdono, ma 39 ce li portano in Italia”
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