Basta il titolo per definire la condizione della nostra ‘democrazia’: “La DECISIONE dei giudici”. Veri e propri stupratori della sovranità popolare.
Ora i #migranti riceveranno la protezione umanitaria perché “fuggono per paura del #COVID19”. pic.twitter.com/kZv6YcAHNq
— Francesca Totolo (@francescatotolo) December 27, 2020
Il rischio Covid nei Paesi d’origine può essere motivo e concausa per concedere in Italia la «protezione umanitaria» a migranti che non abbiano diritto all’asilo politico o alla protezione sussidiaria da guerre o torture: con valutazioni d’ufficio, cioé persino senza istanza delle parti, è questa l’innovativa opzione adottata dal Tribunale civile di Milano in una serie di ordinanze depositate appena prima di Natale.
La nuova linea agisce però senza alcun automatismo (a parità di Paese ci sono infatti sia accoglimenti sia rigetti), ma solo su base individualizzante: la protezione umanitaria per Covid viene cioè concessa dalla Sezione specializzata in immigrazione qualora la pandemia — oltre a essere misurata nel suo concreto impatto territoriale da specifici indici internazionali — appaia un rischio (in termini di scarse risorse sanitarie, insicurezza alimentare, disordini sociali, crisi economica) di ulteriore aggravamento di una pregressa vulnerabilità personale. Tale da far ritenere che, in caso di rimpatrio, chi già è vulnerabile sprofonderebbe in condizioni di vita non rispettose del nucleo minimo di diritti della persona.
Nei ricorsi alla sezione del presidente Pietro Caccialanza, tutti presentati prima del decreto Salvini del 2018 ora modificato, c’é l’analfabeta che racconta di non poter tornare nel suo villaggio in Bangladesh perché, mentre lavorando dall’Italia può mandare 50 euro al mese a moglie e figli senza più casa spazzata via da un’alluvione, là verrebbe inseguito dai creditori. C’è il giovane mandingo, orfano di padre e di madre in Gambia, terrorizzato dal tornare in patria per timore dei malefici poteri dello zio «stregone». C’è il 15enne della Guinea, naufragato in Italia (in mezzo a 30 morti) dove ha già preso la licenza media e iniziato un tirocinio lavorativo. C’è il 54enne pachistano cieco, scappato dal Punjab dopo una mortale lite sulla reale capacità di latte di una bufala comprata a caro prezzo.
A tutti il Tribunale spiega che questi vissuti non danno loro diritto all’asilo. Ma in via autonoma (sulla scia di sentenze di Corte Ue e Cassazione sul «fatto nuovo») il Tribunale si sente di dover valutare la pandemia. Non alla buona, ma sulla scorta dell’«Inform Epidemic Global Risk Index» con cui il Joint Research Centre della Commissione Europea sintetizza 100 indicatori di rischio su tre fasce: pericolo di esposizione (dalla densità demografica all’accesso all’acqua corrente), criticità intrinseche (dall’insicurezza alimentare alla variazione dei prezzi), capacità del sistema (a cominciare dalla sanità).
Una totale follia. I popoli occidentali sono completamente spogliati della sovranità ostaggio di un manipolo di magistrati e burocrati corrotti ideologicamente. Loro sì, analfabeti, della democrazia.

Milano patria dei comunisti dei froci dei magistrati coglioni e dei negri spacciatori cosa volevate aspettarvi tutto l universo verra’ a farsi curare a gratissssss in italia spero con i soldi dei magistrati!, e dove l’ unico sano di mente, trombatore di attricette troiette puttanelle in cerca di visibilita’ che si sono trovate col SUO microfono messo ovunque, in galera, tale genUese…. ma che grave ingiustizia!
Magari l’universo la sopprima quanto prima.
Ormai Milano è morta con gli anni ’80.