Twitter intende rafforzare le misure contro i seguaci della teoria del complotto QAnon, diventando la prima piattaforma social ad adottare misure drastiche per limitare la diffusione di un movimento che ha preso piede online negli ultimi anni. Un portavoce di Twitter ha spiegato che l’azienda ha oscurato oltre 7.000 account correlati al movimento QAnon nelle ultime settimane, limitando le condivisioni di altri 150.000 profili e limitando la presenza
dei post correlati al movimento nelle ricerche o nei suggerimenti. Twitter ha aggiunto che gli account promotori delle tesi complottiste rischiano di arrecare danni anche offline, violando le politiche in materia di spam, manipolazione sulle piattaforme o aggirando precedenti divieti. I sostenitori del movimento hanno diffuso una vasta gamma di credenze, con un principio alla base secondo cui esisterebbe una setta segreta che controlla lo “stato profondo” e cercherebbe di minare la figura del presidente degli Stati Uniti Donald Trump con l’ausilio dei media e di altre forze oscure.
La teoria è stata introdotta per la prima volta attraverso un messaggio sulla bacheca di 4chan da un presunto funzionario dell’intelligence governativa con il nickname “Q”. I seguaci del gruppo sono stati occasionalmente associati alla pianificazione o alla perpetrazione di atti di violenza, mentre un ufficio dell’Fbi aveva avvertito che il movimento rappresenta una potenziale minaccia alla sicurezza nazionale. Nonostante alcune previsioni divulgate dal gruppo non si siano avverate, il movimento ha conosciuto notorietá sulle piattaforme social di Twitter, Facebook e YouTube. L’ex consulente per la sicurezza nazionale dell’amministrazione Trump Michael Flynn aveva condiviso un video online contenente slogan QAnon e altri candidati congressuali, compresi la repubblicana Lauren Boebert, hanno avuto contatti con il movimento. Lo stesso presidente Trump e membri della sua famiglia hanno ritwittato alcuni account popolari del movimento. Altre piattaforme di social media hanno adottato delle azioni mirate con le attivitá QAnon. Reddit ha oscurato un forum di 20.000 persone nel 2018 per incitamento alla violenza e Facebook ha rimosso alcune pagine che promuovono le tesi complottiste, sebbene quest’ultima abbia sottolineato di aver adottato provvedimenti per specifiche violazioni delle sue politiche, non per la diffusione delle teorie nell’insieme.
Le organizzazioni attiviste per i diritti civili dietro l’attuale boicottaggio pubblicitario contro Facebook hanno menzionato anche il fallimento della societá nel bloccare le inserzioni accanto ai contenuti del movimento QAnon.
La cosa più stupida che puoi fare rispetto ad un movimento complottista è censurarlo. Perché confermi la teoria del complotto. Solo la libertà totale di espressione porta alla verità.
La tesi di fondo di QAnon sembra troppo bizzarra per essere vera. Ma lo scontro in atto tra gruppi di potere è piuttosto evidente. Da una parte il deep state corrotto, che controlla anche i social, dall’altra Trump e il popolo. E, comunque, non dovrebbe essere compito di una piattaforma decidere cosa può o non può essere detto.
Twitter è comunque un social irrilevante come numeri e diffusione di informazioni.
E se fossimo nei grandi capi dei social non saremmo così tranquilli, non ci sorprenderebbe se alcuni di loro finissero ammazzati. Perché quando tappi la bocca a troppi, qualcuno finisce per parlare in altro modo: con il piombo. Anche per questo la libertà di parola è importante: diminuisce la violenza.
In un certo senso, chi vuole il collasso del sistema potrebbe anche vedere con favore la censura, proprio perché genera una reazione violenta.

Ma va vox, Qanon è una cyber psy ops, cla clasica flase flag per incanalare beoti! Come i 5 palle ! Skull and Bones no . e non è ne manco il vertice della cupola cabalo masso pedo satanica!
A buon intenditor