
Il giorno dopo l’approvazione del decreto sicurezza-bis con le sua stretta senza precedenti contro le Ong che traghettano clandestini, la Ong catalana ha lanciato l’hashtag #megliomultatichecomplici. “Il decreto sicurezza bis è legge. Difficile trovare le parole per spiegare alle persone a bordo che averle salvate ha un prezzo. Un milione di euro”.
“Le autorità de La Valletta ci hanno negato il porto, l’Italia neanche risponde. In Spagna Valencia ci ha offerto di ospitarci, vediamo cosa succede con il governo spagnolo”, dice il direttore di Open Arms Riccardo Gatti mentre il fondatore della Ong spagnola ha interessato diversi membri del governo di Sanchez perchè si occupino della questione. Anche fonti maltesi hanno confermato che l’isola ha rifiutato l’ingresso alla nave.
Open Arms sa che una volta in Spagna dovrà, probabilmente, pagare una multa di 1 milione di euro, perché ha disobbedito al divieto di operare in Libia da parte del proprio Stato di bandiera. E’ questo il motivo che li ha spinti, fino ad ora, a restare tra l’Italia e Malta. Ma l’alternativa di forza i porti italiani porterebbe, oltre alla multa della stessa entità, anche il sequestro della nave, come a Malta. E poi, in Spagna possono sempre contare su agganci nel governo di sinistra.
Nel 2019 in Spagna sono già arrivati oltre 15.000 clandestini: cinque volte di più che l’Italia. Si sono ribaltati i rapporti con l’arrivo di Salvini.
