Oggi è il 222°anniversario del Tricolore “simbolo della Patria”.
“Il Tricolore è ora la bandiera anche dei nuovi cittadini italiani, che da anni vivono e lavorano con noi e che amano con noi la Patria comune. Il simbolo dell’unità, dunque, è anche un segno di apertura. E’ una risorsa che può aiutarci ad affrontare meglio le sfide del futuro. Viva il Tricolore, viva la Repubblica”; ebbe a dire Mattarella.
Come se l’Italia fosse gli Stati Uniti. Una nazione posticcia. Senza storia.
Mattarella, e prima di lui Napolitano, sono ‘nazionalisti’ che vendono alle folle non plaudenti l’idea che è lo Stato la fonte dell’italianità. E quindi, visto che è lo Stato, è italiano chiunque si trovi o nasca entro i suoi confini.
Si parla ad esempio di ‘nascita’ dell’Italia nel 1860. Come fosse un qualsiasi stato nordamericano. Ma l’Italia come nazione pre-data e prescinde lo Stato. Lo Stato è una mera burocrazia, una forma – anzi, direi una deformazione – della sostanza.
La storia dell’Italia intesa come entità culturale è millenaria. Di Italia parla Augusto, di Italia parlarono poi nei secoli bui dopo la caduta dell’Impero. Di Italia parla Dante. Parla Leopardi. E’ lì, la nostra identità, non in una bandiera o in una costituzione: non siamo americani qualsiasi. Le nostre radici sono profonde.
Le bandiere sono espressioni di una Nazione. Non sono la Nazione. E la bandiera italiana è nel sangue.

Antani….la mamma è una sola, e meno male………
………sono i papà, ad esser tanti…..