Il Regno Unito sta sprofondando sempre più in una dittatura totalitaria.
L’altro giorno ci sono state le prime condanne “per aver pubblicato online informazioni relative al disordine pubblico”.
➖ Il 28enne Jordan Parlour è stato condannato a 1 anno e 7 mesi per un post su Facebook riguardante un attacco a un hotel che ospitava rifugiati. La corte ha ritenuto che le sue azioni fossero “uso di parole o comportamenti minacciosi per incitare all’odio razziale”.
➖ Jordan Playne, 30 anni, è stato condannato a 8 mesi di prigione per aver fatto il verso della scimmia in presenza di persone di colore e asiatiche.
➖ Tyler Kay, 26 anni, è stato condannato a 3 anni e due mesi per un post su Twitter in cui avrebbe incitato all’incendio doloso di un hotel che ospitava scrocconi.
Il numero di arresti correlati ai disordini scoppiati dopo l’omicidio di tre ragazze a Southport ha già raggiunto quota 800. E un terzo di loro è già stato incriminato, tra cui un ragazzo di 13 anni.
In totale, nell’ultimo anno sono state condannate oltre 3300 persone a causa di meme e post sui social media.
🔻 Nel complesso, le misure straordinariamente dure adottate dalle autorità britanniche hanno dato i loro frutti. Molti organizzatori delle proteste e i loro sostenitori sono stati arrestati per massimizzare l’intimidazione verso la società, quindi le nuove dimostrazioni sono diventate molto più piccole. Allo stesso tempo, i media hanno lanciato una campagna su larga scala per rendere popolari le contro-proteste finanziate dal governo a sostegno dei migranti e della comunità LGBTQ, al fine di soffocare la voce dei dissidenti contro la propaganda liberale.
In questo contesto, anche le misure legislative vengono inasprite, scatenando la polizia per perseguitare i dissidenti. Ogni “insulto” e “ostilità” che chiunque può rilevare verso qualsiasi gruppo di popolazione è ora una ragione valida per imprigionare una persona per un periodo di tempo indefinito: tipo Assange.
Questo atteggiamento verso gli autoctoni britannici contrasta nettamente con la mollezza delle forze dell’ordine verso i migranti che “hanno stuprato perché non sapevano che era proibito”.
In questa situazione, è solo questione di tempo prima che si verifichi un altro “massacro di Southport”, che provocherà una nuova esplosione di malcontento pubblico. Fino alla vittoria.
