Migrante liberato dal giudice appena esce decide di sterminare famiglia

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Ardair Tari, un albanese di 33 anni, resterà in carcere dopo la convalida dell’arresto avvenuta l’8 luglio¹. Tari è accusato di sequestro di persona, rapina aggravata, minaccia aggravata, violenza privata e violazione del provvedimento di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa¹.

Tari, che gestisce un’attività di parrucchiere a Castelfranco ma risiede a Silea, è sospettato di aver pianificato di sterminare una famiglia di connazionali¹. Le indagini sono ancora in corso per capire da quanto tempo avesse piazzato un GPS sull’auto della donna e su quella del marito¹.

È importante sottolineare che Tari era uscito di galera il primo maggio e dopo appena 66 giorni eccolo di nuovo dentro¹. Ora avrà tutto il tempo per riflettere dietro le sbarre?¹. Non crediamo.

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Ardair Tari era già stato condannato in appello per atti persecutori nei confronti della 26enne: un anno e otto mesi di reclusione che, proprio grazie alla sentenza di secondo grado, erano stati commutati in lavori socialmente utili. A inizio maggio lo stalker era dunque uscito di galera, con un divieto di avvicinamento alla donna per i successivi 8 anni. La vittima, sposata e che vive a Borgoricco, nel padovano, era stata avvertita di questa circostanza e per due mesi non aveva mai visto in giro l’ex amante. A inizio luglio, però, l’ha scorto passare in auto, una station wagon di colore blu. Era probabilmente un sopralluogo per mettere in atto il piano che Ardair Tari aveva in mente.

Venerdì mattina, mentre la donna stava uscendo di casa per accompagnare il figlio all’asilo, Ardair Tari si è materializzato e l’ha costretta a salire in auto con la forza assieme al figlio minacciandola con un coltello. Poi le ha legato mani e piedi con fascette da idraulico. «Se vedo un’auto dei carabinieri, fate tutti la fine di Giulia Cecchettin», le ha ripetuto più volte puntandole l’arma alla gola. Da lì è iniziato il viaggio fino a Grigno. L’allarme ai carabinieri è arrivato alle 8.05. È stato il marito a chiamare il 112: l’uomo ha detto al carabiniere di temere un rapimento, facendo anche il nome di Tari. La macchina organizzativa dei soccorsi è partita all’istante. I carabinieri di Padova, attraverso i sistemi a lettura targhe della zona sono riusciti a intercettare l’auto della donna, guidata dallo stalker. L’operatore ha poi contattato la donna che, spaventata, ha riferito di essere al lavoro: una telefonata che ha permesso ai militari di geolocalizzare il telefono della vittima e seguire il tragitto dell’auto. Nel frattempo il barbiere di Silea ha contattato anche il marito della donna, dandogli appuntamento in un’area di sosta a Grigno, in provincia di Trento, per discutere. Gli ha però detto di presentarsi all’appuntamento con le mani legate sempre da fascette da idraulico. I militari, senza farsi notare, hanno seguito l’uomo e alle 11 sono arrivati nella piazzola. Un’ora dopo, quando è arrivata l’auto con lo stalker, la mamma e il bambino, è scattato il blitz. Prima ancora che Ardair Tari uscisse dall’auto per raggiungere il marito della donna, i carabinieri hanno aperto la porta della vettura e hanno arrestato il 33enne.

(1) Resta in carcere il sequestratore che voleva sterminare una famiglia di …. https://www.padovaoggi.it/cronaca/padova-convalidato-arresto-stalker-parrucchiere-8-giugno-2024.html.
(2) Guardia giurata presa in ostaggio, il sequestratore resta in carcere …. https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/ostaggio-duomo-d690969a.
(3) IL CASO. INCUBO FINITO PER UNA 27ENNE SEQUESTRATA PER 10 GIORNI IN UN …. https://www.ilveronesemagazine.it/il-caso-incubo-finito-per-una-27enne-sequestrata-per-10-giorni-in-un-capannone-abbandonato/.