C'è una componente minoritaria della società che è disponibile a sacrificare le proprie figlie al mostro multietnico. E' odio per se stessi, è autorazzismo. Essere di sinistra oggi non è una posizione politica, è una questione psichiatrica.
— CriminImmigr*ti (@CriminImmigratl) June 25, 2024
# Le vite delle ragazze europee contano? Una riflessione sulla violenza degli immigrato contro le donne
In un mondo malato che si sforza di abbracciare la diversità e l’inclusione, ci troviamo di fronte a una dura realtà: la violenza degli immigrati contro le donne.
In Europa, storie di giovani vite perdute emergono, alimentando un dibattito acceso sulla sicurezza delle donne nella società multiculturale.
Desirée Mariottini, Pamela Mastropietro, Lola, Sharon, Sandra, Wilma, Anna, Emily, Eva, Leonie, Luna, Michelle, Steffi, Sofia… Questi sono solo alcuni dei nomi delle giovani vittime degli immigrati. Ogni nome rappresenta una vita interrotta, una famiglia distrutta, una comunità in lutto.
Desirée Mariottini, una giovane di 16 anni originaria di Cisterna di Latina, è stata trovata morta in uno stabile abbandonato nel quartiere di San Lorenzo a Roma. Quattro uomini di origine africana sono stati accusati di averla prima stuprata e poi uccisa. Le accuse erano di omicidio volontario, violenza sessuale aggravata, cessione di stupefacenti e induzione alla prostituzione. Nel giugno 2021, sono state emesse le condanne: ergastolo per due degli imputati, e 27 e 24 anni e 6 mesi di reclusione per gli altri due. Tuttavia, nel novembre 2022, la Corte d’assise d’appello di Roma ha pronunciato una sentenza che ha portato all’appello di alcune accuse. Pertanto, ci sarà un nuovo processo.
Questi casi di violenza hanno sollevato domande sulla sicurezza delle donne in una società multiculturale. Alcuni sostengono che la diversità culturale e l’inclusione siano fondamentali per una società progressista, mentre altri ritengono che queste politiche possano mettere a rischio la sicurezza delle donne.
Francesca Totolo, nel suo nuovo libro che sarà pubblicato a settembre, esplora la violenza degli immigrati contro le donne in Italia e in Europa. Il libro promette di essere una lettura illuminante e provocatoria, che affronta un argomento difficile ma necessario.
Ogni vita è preziosa e ogni perdita è una tragedia. La violenza contro chiunque, indipendentemente dalla propria identità razziale è inaccettabile. Ma la violenza degli invasori è ancora più grave. Dobbiamo lavorare insieme per creare una società in cui tutte le donne si sentano al sicuro e rispettate: questa società non può essere multirazziale. Le vite delle ragazze europee contano. Le vite di tutte le donne contano. Per farle contare dobbiamo azzerare l’immigrazione regolare non europea: non è razzismo, è statistica.
