Parigi è diventata islamica ‘grazie’ ai ricongiungimenti familiari

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**Correlazione tra flussi migratori e l’ascesa dell’Islam: un’analisi di Nicolas Pouvreau-Monti**

Nicolas Pouvreau-Monti, direttore dell’Osservatorio sull’immigrazione e la demografia, ha analizzato in esclusiva per Le Figaro Magazine la correlazione tra i flussi migratori e l’ascesa delle rivendicazioni legate all’Islam. Una grande parte dei nuovi arrivati in Francia e in Europa proviene da paesi musulmani.

La trasmissione familiare dell’affiliazione religiosa è più forte nelle famiglie musulmane, di tutte le origini geografiche, rispetto ai nuclei familiari cristiani: il 91% delle persone cresciute in famiglie musulmane continua a rivendicare la religione dei genitori, secondo le indagini Ined-Insee, contro solo il 67% delle persone cresciute da genitori cattolici. Questa trasmissione sale al 97% nelle famiglie originarie della Turchia, del Medio Oriente o dell’Africa saheliana.

Il Marocco, l’Algeria e la Tunisia costituiscono da oltre dodici anni il trio di testa dei paesi di origine dei beneficiari dei primi titoli di soggiorno. È da notare anche una significativa quota cumulata di Stati subsahariani musulmani (Guinea, Senegal, Mali…).

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Le prime richieste di asilo registrate nel 2022 provenivano principalmente da afghani, bangladesi e turchi. L’accelerazione dei flussi migratori contribuisce così a rafforzare la demografia delle popolazioni musulmane in Francia.

Il numero annuale di primi titoli di soggiorno concessi in Francia a cittadini di “paesi terzi” (esterni allo Spazio economico europeo e alla Svizzera) è aumentato del 172% tra il 1997 e il 2023. Ha stabilito un nuovo record lo scorso anno, con la concessione di 323.260 primi titoli. Contemporaneamente, la quota di neonati maschi ai quali viene dato un nome arabo-musulmano è stata moltiplicata per 2,6 tra il 1997 e il 2021, fino a rappresentare circa 1 nascita su 5 durante l’ultimo anno misurato da Jérôme Fourquet e Sylvain Manternach. C’è quindi una netta correlazione tra queste due evoluzioni.

La quota di donne musulmane che indossano il velo islamico è aumentata della metà in un decennio, dal 2009 al 2020. Questo aumento è osservabile in tutte le origini geografiche, sia tra le immigrate che tra le loro discendenti.

L’aumento più significativo riguarda le donne originarie dell’Africa subsahariana, popolazione in cui il porto del velo è più che raddoppiato in undici anni. La prevalenza del velo è la più alta tra le donne provenienti dalla Turchia e dal Medio Oriente. È anche più frequente tra le donne immigrate musulmane inattive. Il 56% di loro lo indossa.

La Francia è quello che è ‘grazie’ ai ricongiungimenti familiari approvati negli anni settanta. Meloni ha l’opportunità storica di salvare il nostro futuro.