Donne ebree cacciate da manifestazioni: femministe difendono stupri Hamas

Vox
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Le recenti manifestazioni per i diritti delle donne hanno suscitato intense polemiche in Francia e in Italia, con particolare attenzione alla non partecipazione delle donne ebree.

A Parigi, la **Ligue de Défense Juive (LDJ)** si è scontrata con manifestanti filo-Hamas. Inoltre, in Francia, gruppi di estrema sinistra hanno escluso le donne ebree da una manifestazione per i diritti delle donne. Queste donne ebree sono state criticate per difendere i diritti di **TUTTE** le donne, comprese le donne israeliane che sono state violate e massacrate il 7 ottobre.

Parallelamente, in Italia, durante le manifestazioni per l’8 marzo, la presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche, Noemi Di Segni, ha criticato il grande corteo transfemminista promosso da Non una di Meno. Secondo Di Segni, il corteo ha escluso le donne israeliane e ebree. Al centro della polemica c’è il manifesto delle militanti transfemministe che, in solidarietà con il popolo palestinese, chiedono “l’immediato cessate il fuoco su Gaza per fermare il genocidio, la fine dell’apartheid e dell’occupazione coloniale in Palestina” e condannano “il colonialismo e imperialismo nel mondo”.

Inoltre, a Firenze, una donna è stata allontanata da una manifestazione perché aveva un cartello contro gli stupri di Hamas. Questi eventi hanno suscitato un intenso dibattito sulla inclusività e la politica nelle manifestazioni per i diritti delle donne.




Un pensiero su “Donne ebree cacciate da manifestazioni: femministe difendono stupri Hamas”

  1. Tutto un cortocircuito. E pensare che i movimenti femministi in Occidente, quelli della “libberazione della donna dalle vessazioni dell’uomo (bianco)”, sono stati finanziati dall’ebreo Rockefeller.😂

I commenti sono chiusi.