Uccide il padre islamico: ‘O io sarò morta, o lo sarà lui’, il diario della giovane cecena Makka

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Makka Sulaev, una giovane cecena di quasi 19 anni, ha ucciso il padre, l’islamico Akhyad Sulaev, di 50 anni. Prima dell’omicidio, Makka ha scritto una lettera in cui esprimeva la sua paura che i suoi fratelli maschi imitassero il comportamento del padre. Ha anche espresso la sua preoccupazione per la sicurezza di sua madre.

Dopo aver colpito suo padre alla schiena e all’addome con un coltello da cucina, l’uomo ha cercato invano di tamponare la ferita con una maglietta. Makka ha rivelato che i maltrattamenti da parte del padre erano una pratica comune, attribuendoli alla sua cultura islamica e al suo modo di trattare le donne.

La paura di Makka è stata innescata da un messaggio del padre alla madre, minacciando di ucciderla quando sarebbe tornato a casa. Questo era in risposta ai rimproveri della madre per aver lasciato il lavoro, causando problemi economici alla famiglia.

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Nella sua lettera, Makka descrive come suo padre insegnasse ai suoi fratelli maschi a maltrattare le donne, mostrando loro come trattare una moglie che risponde o si comporta male. Ha espresso la sua frustrazione per la mancanza di libertà e relazioni a causa del padre. Ha concluso la sua lettera con una forte condanna dei “maschi tossici”, definendoli la rovina del mondo.

Deve sostituire ‘islamici’ a ‘tossici’ ed è un ragionamento perfetto.

In questa notizia c’è tutto lo scontro di civiltà. Si va dal fanatismo islamico che davvero maltratta le donne, al bieco femminismo che questa immigrata ha intercettato nell’aria.

Dall’islamico che può picchiare le donne, come ha deciso il tribunale di Brescia, alla giovane donna che uccide nel nome dei vaneggiamenti di Elena Cecchettin.