Le 150 no-go-zone italiane: “Siamo in Italia per sgozzarvi”

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Li chiamano ‘insediamenti informali’, sono no-go-zone occupate da immigrati: ce ne sono almeno 42 in Italia. Secondo un censimento del precedente governo, invece, sarebbero almeno 150. Che vanno ad aggiungersi ai quartieri ormai finiti sotto il loro controllo.

Dentro c’è un esercito ostile di abusivi di circa 10.000 individui in 24 insediamenti costituiti da edifici, 2 da baraccopoli e 2 da casolari, 3 da tendopoli, 2 fra container e roulotte e 9 campi. Molti di questi ‘insediamenti’ sono gestiti direttamente dalla mafia nigeriana, che come sappiamo sta armando i richiedenti asilo, formandosi un vero e proprio esercito grazie ai migranti traghettati in Italia dalle Ong.

Salvini ne aveva smantellate diverse nei solo 14 mesi di governo. Dopo anni di Pd e con il traghettamento senza sosta della Meloni, col suo blocco navale immaginario, le enclave ‘italiane’ controllate dalla mafia nigeriana sono cresciute. Aveva promesso di rastrellarle, ne sta creando di nuove.

Molte di queste baraccopoli sono nate ai bordi di centri profughi, dove si stupra e si organizza lo spaccio. Ricordiamo che in uno di questi vivevano gli assassini di Desirée.

E i numeri ce li dà il rapporto “Fuoricampo” di Medici Senza Frontiere. Ovviamente loro non vogliono sgomberarli, vogliono renderli ‘strutturali’.

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Sappiamo dove sono. Sappiamo quanti sono. Queste sono enclave ostili su territorio italiano: si invia l’esercito e si radono al suolo. Gli occupanti si rimandano a casa. Se oppongono resistenza, li si tratta da elementi ostili quali sono. Un esercito nemico nel cuore dell’Italia. Un tumore da asportare.

In un rapporto dello scorso governo, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), se ne stimava la presenza in 38 comuni con 150 insediamenti definiti “informali o spontanei non autorizzati”, con sistemazioni varie (casolari e palazzi occupati, baracche, tende e roulotte) e presenze che vanno dalle poche unità registrate nei micro insediamenti, alle migliaia di immigrati nei “ghetti” più noti alle cronache¹.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha individuato col governo precedente, le amministrazioni locali destinatarie dei 200 milioni di euro del PNRR investiti con l’obiettivo di superare questi insediamenti¹. Soldi per dare le case agli invasori invece di rispedirli a casa propria.

(1) Pubblicato il rapporto Ministero Lavoro-ANCI su insediamenti informali. https://www.lavoro.gov.it/priorita/pagine/pubblicato-il-rapporto-ministero-lavoro-anci-su-insediamenti-informali.
(2) Pubblicato il rapporto Ministero Lavoro-ANCI su insediamenti informali. https://www.lavoro.gov.it/priorita/pagine/pubblicato-il-rapporto-ministero-lavoro-anci-su-insediamenti-informali.
(3) Pubblicato il rapporto Ministero Lavoro-ANCI su insediamenti informali. https://www.lavoro.gov.it/priorita/pagine/pubblicato-il-rapporto-ministero-lavoro-anci-su-insediamenti-informali.
(4) INSEDIAMENTI INFORMALI – Medici Senza Frontiere Italia. https://www.medicisenzafrontiere.it/wp-content/uploads/2018/06/Fuoricampo2018.pdf.
(5) Pubblicato il rapporto Ministero Lavoro-ANCI su insediamenti informali. https://bing.com/search?q=articolo+sugli+insediamenti+informali+in+Italia.
(6) Contrasto caporalato: Rapporto Ministero Lavoro-Anci su insediamenti …. https://www.anci.puglia.it/web/2022/07/18/contrasto-caporalato-pubblicato-il-rapporto-ministero-lavoro-anci-sugli-insediamenti-informali/.
(7) Pubblicato il Rapporto Ministero Lavoro-Anci sugli insediamenti informali. https://www.anci.it/pubblicato-il-rapporto-ministero-lavoro-anci-sugli-insediamenti-informali/.