# Tentativo di Intimidazione in un Caso di Violenza Sessuale di Gruppo
Un tentativo di intimidazione è stato rivelato in un caso di violenza sessuale di gruppo che ha coinvolto un giovane di 24 anni di Norcia, attualmente in carcere. La vittima, una ragazza di 20 anni di Fabriano, ha raccontato agli agenti della squadra mobile di Perugia di essere stata contattata sui social media da tre coetanei, ‘nuovi italiani’ con origini magrebine, il giorno dell’arresto del suo aggressore, anche lui ‘nuovo italiano’ di etnia nordafricana.
L’avvocato che difende la ragazza, Ruggero Benvenuto, ha rivelato che i tre bastardi africani hanno tentato di intimidirla dicendo: “Sappiamo dove abiti, loro vogliono che ritiri la querela”. Spaventata, la ragazza ha immediatamente interrotto la conversazione.
La vittima è stata ascoltata dagli agenti della Mobile anche alla luce delle dichiarazioni rese dall’indagato durante l’interrogatorio di garanzia. Lo stupratore africano ha affermato di aver avuto un rapporto consensuale con la ventenne quella sera, quando era ancora sobria, alla sagra di Ponte Pattoli, e di non aver mai messo piede in piscina.
Tuttavia, la ragazza ha smentito queste affermazioni in questura a Perugia, affermando di aver conosciuto il 24enne prima e di escludere di averlo incontrato alla sagra. A inchiodare l’indagato, secondo gli investigatori, è il Dna trovato sugli slip della 20enne:
Perugia, stupro di gruppo in piscina: Dna incastra fratelli africani
Questo caso sconvolgente sottolinea l’importanza di ABROGARE I RICONGIUNGIMENTI FAMILIARI e tornare allo ius sanguinis: non esistono ‘italiani di origini magrebine’ o di qualsiasi altra origine che non sia quella italiana.

LA VIE D’UN PETlT BLANC EN BANLIEUE
://youtu.be/eriCD9N1pbg
La vita di un piccolo bianco in periferia