Polemica scatenata da una circolare del Ministero della Difesa che prevede la possibilità di attivare un’identità alias per i dipendenti in “transizione di genere”:
Travestiti al ministero della Difesa, Crosetto: “Lo scopro ora”
Il ministro Guido Crosetto ha dichiarato di non essere stato informato della circolare e di non condividerla, mentre l’associazione Pro Vita & Famiglia Onlus ha criticato la misura come un atto ideologico e discriminatorio verso le donne.
La circolare del Ministero della Difesa che introduce l’identità alias per i dipendenti in transizione di genere è un provvedimento delirante, che solleva dubbi sia sul piano giuridico che su quello etico.
Si tratta di una concessione arbitraria e ingiustificata, che non ha basi scientifiche e che viola il principio di verità e di coerenza dei dati anagrafici.
Inoltre c’è il rischio di creare confusione e vulnerabilità nelle relazioni interne ed esterne al ministero, soprattutto in un settore delicato e strategico come quello della difesa. Infine, si potrebbe denunciare il pericolo di alimentare una cultura del gender che nega la natura e la diversità sessuale e che minaccia la dignità e la sicurezza delle donne.

Che disordine. Ma perché solo l’Occidente è così?