Cavo d’acciaio a Milano, procura perdona Alex Baiocco: niente strage, reato depenalizzato dalla sinistra

Vox
Condividi!

I magistrati italiani sono una burla. Se scrivi che i clandestini sono clandestini è ‘odio razziale’ e ti perseguono (perseguitano), se tiri un filo d’acciaio che può decapitare il primo centauro che passa è solo ‘blocco stradale’. Che, tra l’altro’, non fosse per il decreto sicurezza di Salvini, sarebbe neanche un reato penale grazie alla sinistra.

Come dire: fatelo pure, tanto non è grave.

VERIFICA LA NOTIZIA

Che reato hanno commesso i componenti dello sciagurato trio di viale Toscana? Alex Baiocco, Michele Di Rosa e il terzo giovane, del quale per ora si conosce solo il nome di battesimo, Emanuele, hanno sicuramente messo a rischio l’incolumità di automobilisti, centauri e ciclisti, tirando un cavo d’acciaio lungo la strada e lasciandolo appeso fra gli alberi.

Inizialmente, quando è stato arrestato Baiocco, l’impianto accusatorio nei suoi confronti comprendeva addebiti molto pesanti come “strage” e “attentato alla sicurezza dei trasporti”. Il primo, per esempio, può essere punito con l’ergastolo.

Vox

Successivamente all’interrogatorio del ventiquattrenne milanese con il gip Domenico Santoro, le accuse sono state riqualificate. Le ipotesi di strage e attentato alla sicurezza dei trasporti sono al momento cadute perché, secondo il giudice, Baiocco (e, per esteso, i suoi complici, seppure le loro posizioni non siano state considerate, ovviamente, dal gip) non avrebbe avuto come primo obiettivo della sua folle iniziativa quello di uccidere. Per l’arrestato si configurerebbe solo il dolo eventuale: Baiocco, in sostanza, avrebbe accettato l’idea che una possibile conseguenza delle sue azioni potesse essere la morte di altre persone.

Sfumate, quindi, le accuse di strage e attentato alla sicurezza dei trasporti, resta in piedi quella di blocco stradale.

Un’ipotesi di reato, questa, che fino a qualche anno fa era depenalizzata a livello di illecito amministrativo. A “declassare” la portata giudiziaria di azioni organizzate per fermare il traffico era stato il governo D’Alema, nel 1999.

Una ventina d’anni dopo, nel 2018, l’allora ministro degli Interni del governo gialloverde Matteo Salvini, aveva riportato il blocco stradale nel codice penale attraverso il decreto sicurezza.

Ubriaco, drogato, bipolare probabilmente grazie all’uso smodato di droghe, unghie tinte alla Fedez. Se Alex Baiocco avesse teso il braccio durante la sistemazione del cavo d’acciaio o avesse indossato una felpa ‘razzista’, sarebbe stato punito più severamente.




5 pensieri su “Cavo d’acciaio a Milano, procura perdona Alex Baiocco: niente strage, reato depenalizzato dalla sinistra”

  1. Non ce’ bisogno di un indovino per capire che tutta la magistratura e’ una farsa.

    Francesco Carbone e la sua compagna avvocato, organizzano manifestazioni sotto tutte le procure.

    La cosa interessante e’ che tutto il mondo della controinformazione si dissociano
    o quantomeno non li sostengono (compreso VOXnews).

    Vasco Rossi a tal proposito scrisse una canzone,
    intitolata “GUARDA DOVE VAI”
    che significa “apri gli occhi”,
    perche le svastiche sono ovunque.

    youtu.be/pOR6Ovw5UCU?t=301

  2. Anche se l’ abito non fa il monaco, uno così o ha un “padre democratico” oppure la giustizia con lui è stata fin troppo “democratica”. Ai nostri tempi non sarebbe mai successo, perché ancora prima di comparire davanti al magistrato, saremmo comparsi davanti a nostro padre e ” due sviduzzate a cavallo della vita”, cioè due legnate lungo la schiena, non c’è le avrebbe tolte nessuno. Ci vuole il patriarcato, ma quello cristiano o comunque quello che ti insegnava a rispettare gli altri e te stesso. La troppa tolleranza e permissivismo hanno portato questi risultati.

    1. di quali tempi parli?

      Spero non dei tempi del fascismo,
      in cui criminalità, delinquenza e corruzione
      erano la legge.

I commenti sono chiusi.