Ravenna, “Non ti ammazzo per non andare in prigione ma ho tanta voglia di cavarti gli occhi per renderti cieca tutta la vita”.
Da anni subiva violenze, pestaggi e minacce dal marito che non aveva denunciato per timore che i figli potessero crescere senza un padre: arrestato il marito straniero.
Secondo quanto sin qui delineato dall’accusa, l’uomo, spinto dalla gelosia e spesso ubriaco, in più riprese ha maltrattato la consorte, con la quale è sposato da quasi dieci anni, arrivando a picchiarla e a strapparle di mano il telefonino per portarselo via. Le vessazioni – per l’accusa quasi quotidiane – consistevano in offese e umiliazioni. E poi ancora nel controllo asfissiante e perfino nel divieto di parlare a parenti e amici. Ma anche minacce del tipo: “Non ti ammazzo per non andare in prigione ma ho tanta voglia di cavarti gli occhi per renderti cieca tutta la vita”. E ancora: “Meriti di morite”. Nell’agosto del 2022 l’aveva picchiata pure con calci al petto. E lo stesso mese di quest’anno le aveva mollato un ceffone così forte da spaccarle un labbro. Il 6 ottobre scorso al culmine della solita discussione innescata dalla gelosia – prosegue l’accusa -, lui aveva cominciato a picchiarla colpendola anche con una bottiglia di vetro sulle ginocchia. Poi le aveva preso il cellulare e le chiavi dell’auto ed era uscito di casa. Lei allora era scappata in strada chiedendo aiuto a un passante il quale l’aveva a quel punto accompagnata all’abitazione di un’amica: l’automobilista, dato che la donna presentava evidenti segni sul corpo, aveva deciso di avvertire l’Arma. Quello stesso giorno i carabinieri, dopo avere raggiunto l’abitazione dell’amica da cui si era rifugiata, erano riusciti a rintracciare la donna in fuga la quale si era finalmente decisa a parlare per la prima volta raccontando tutto ai militari e riferendo anche di pregresse vessazioni a suo dire subite anni addietro. L’uomo, nel corso dell’interrogatorio di garanzia di ieri mattina, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
